Il titolone con cui Marca ha aperto la sua edizione odierna, “Presidente, o noi o Mou” (frase pronunciata, pare, da Sergio Ramos e Iker Casillas), non poteva non generare un vespaio nella Casa Blanca: a tal punto da costringere il presidente Florentino Perez (foto by InfoPhoto), che da mesi non parlava coi giornalisti, a scendere in campo a difesa del club, convocando una conferenza stampa ad hoc.

Tenuto conto della gravità di quanto accaduto, sono costretto a infrangere la regola del silenzio che mi ero imposto. La riunione (quella in cui i giocatori avrebbero ricusato Mourinho, ndr) si è svolta in un clima eccellente. Le cose che sono state riportate non sono vere. Il senso di responsabilità dei nostri capitani (Ramos e Casillas, ndr) è del tutto incompatibile con quanto emerso.  Credo ci siano dei confini etici che devono essere rispettati anche da coloro che non concordano con il nostro progetto. Ricorrere alle menzogne non mi sembra etico: è successo in molte occasioni, quella di oggi è solo l’ultima. E dunque sono venuto a confutare queste false informazioni, che mirano a destabilizzare l’istituzione più prestigiosa del mondo”.

L’Amico Florentino, dunque, si è prodotto in una difesa a oltranza dei propri giocatori e del club in generale, contrattaccando in maniera feroce; senza voler rispondere a domande su Mourinho e il rapporto che lo lega alla squadra. Nessuna smentita su questo fronte, e questo è altrettanto significativo.

Nota a margine. Curioso notare come Perez, nel fare scudo al Real Madrid, abbia utilizzato uno degli stilemi favoriti di José: quello della “prostituzione intellettuale”. Non l’ha chiamata così, perché gli manca il senso del marketing di Mourinho, ma il succo è il medesimo. L’avventura del portoghese a Madrid finirà quasi certamente a giugno, e le vedove saranno molte meno che a Londra e a Milano, ma il suo marchio, José, l’avrà lasciato comunque.