It’s not war”, cantavano i Manic Street Preachers, “just the end of love”. Non è una guerra, è solo finito l’amore. Cioè non proprio quello che sta accadendo tra Real Madrid e José Mourinho: l’amore non è mai nato e ormai siamo al conflitto a fuoco, come si evince dall’ultima, sconcertante conferenza stampa tenuta dal tecnico portoghese, nel corso della quale ha bombardato a tappeto una serie di obiettivi militari e civili.

Su Casillas, icona madridista e iberica: “Finché io sarò il tecnico del Real Madrid giocherà Diego Lopez perché, semplicemente, mi piace più di Casillas. Mi piacciono i portieri che sanno giocare coi piedi, che dominano sui palloni alti e che sono fenomeni tra i pali. D’altra parte, Casillas può dire liberamente di preferire tecnici più malleabili come Del Bosque e Pellegrini”.

Su Pepe, ex favorito schieratosi dalla parte del capitano: “Pepe non dev’essere molto intelligente, una persona normale capirebbe che si tratta di semplice frustrazione. Il suo problema ha un nome e un cognome, Raphael Varane. Non è facile per un uomo di 31 anni lasciare il posto a un ragazzino di 19. La vita di Pepe è cambiata”.

Su Iniesta, anche lui accorso in difesa di Casillas: “Pensi quello che vuole. Posso solo rispondergli che, quando non c’è Messi, la sua squadra fa la fine che ha fatto contro il Bayern Monaco”.

Infine, una dedica non richiesta a Florentino Perez:Ho in mente di continuare come allenatore del Real Madrid”.

L’ultima sparata è la più inquietante. È chiaro che Mourinho non ha alcuna intenzione di restare in Spagna (è già d’accordo col Chelsea da settimane), ma è altrettanto evidente che farà pagare carissimo l’addio anticipato. Facendosi terra bruciata intorno e dichiarando al contempo di voler continuare il suo lavoro, il diabolico lusitano vuole semplicemente costringere il Real Madrid a farsi carico di tutti gli oneri della separazione: per esempio, scordarsi la clausola di rescissione da 14 milioni di cocuzze; o, ancora, iniziare a far due conti per la lauta buonuscita. Povero Perez.