C’è stata una fase ben precisa dell’attuale sessione del mercato estivo nella quale si era scatenata, inevitabilmente, l’asta per il giocatore in assoluto più ambito d’Europa e, probabilmente, a livello planetario ovvero Paul Pogba. Ovviamente, lo si era già capito, un’asta assolutamente esclusiva, riservata all’elite del calcio europeo, un po’ come se a Sotheby si fosse battuta una gara d’asta per un Van Gogh o un Picasso: inutile presentarsi se non si dispone di certe cifre. La ristretta cerchia dei tob club d’Europa, un cordone tenuto da Barcellona, Real Madrid, Chelsea, Manchester City e PSG si contendevano a suon di stoccate e rilanci il gioiello d’oltralpe della Juventus fino al ritiro dal mercato dell’oggetto dei desideri da parte dell’ad bianconero Marotta.

Un ritiro dal mercato che, a prescindere dalla rielezione o meno dell’ex presidente del Barcellona Laporta, poi non rieletto al ballottaggio con Bartomeu, non ha convinto nessuno, viziato anche da un accordo col Barcellona che potrebbe acquistare il giocatore transalpino solo nel 2016, lasciandolo a Torino per un altro anno, ipotesi molto gradita dalle parti di Corso Galileo Ferraris. Il Manchester City infatti non ha perso tempo per pareggiare l’offerta del club catalano, con la proposta di coprire letteralmente d’oro il giocatore. E non è detto che – come sostenuto dallo stesso presidente della Juventus Andrea Agnelli – fino alla chiusura del mercato non possano esserci sorprese.

Chi invece sembra abbia fatto un clamoroso passo indietro è il Chelsea del magnate Abramovich. A seguire almeno le parole di José Mourinho, il quale in qualità di manager dei Blues potrebbe aver parlato a nome del club, come anche no, rilasciate al Daily Mail, pare che il Chelsea abbia ritenuto il centrocampista francese troppo caro per le tasche di Stamford Bridge: “Penso che a tutti interessi Paul Pogba, ma ci sono cose che si possono fare e cose che non puoi fare. Mi piace la Torre Eiffel, ma non posso averla nel mio giardino di casa. Noi pensiamo di avere gli strumenti per migliorare la nostra squadra anche senza Pogba“.

Lo Special One ha concluso l’intervista alla testata britannica lanciando addirittura una stoccata all’Uefa e all’economia di un calcio sempre più globalizzato: “Ogni anno penso che il mercato sia inflazionato ma l’anno dopo lo è ancora di più. Quest’anno parliamo della valutazione di Sterling ma tra un anno sarà ancora peggio. Il calcio è così: un anno c’è il Fair Play Finanziario, quello dopo si trova un modo per dribblarlo“.