Stagione decisamente nata storta quella 2015/2016 di José Mourinho al Chelsea che, dopo aver conquistato l’ennesimo titolo nel maggio di quest’anno, si ritrova dopo otto giornate al 16° posto con 2 partite vinte, 2 pareggiate e 4 perse con 12 reti fatte e 17 subite, a 10 punti dalla capolista Manchester City. Situazione a dir poco scioccante per chi, come lo Special One, è abituato a vincere che, per analogia fa un po’ pensare a quella della Juventus in Serie A. Stessi punti dei Blues (anche se con una partita in meno) e stesso divario dalla capolista. Nonostante l’esonero (o separazione consensuale) durante la stagione 2007-2008 sempre al Chelsea, Abramovich ha emesso un comunicato (pubblicato nel sito ufficiale del club) per confermare la fiducia all’allenatore.

Questo mi inorgoglisce. Dimostra la fiducia di Abramovich nei confronti del tecnico che ha vinto tre Premier con questo club. Lo ringrazio e continuo a lavorare” sono state le parole di Mourinho rilasciate in un’intervista alla Gazzetta dello Sport, nella quale Mou si è espresso, per il parallelismo accennato, proprio sulla situazione della Juventus, in relazione alla “sua” Inter che invece sta navigando bene in quest’inizio stagione con Mancini timoniere: “La Juve mi sembra sia partita un po’ come il Chelsea, a fatica, e come il Chelsea si riprenderà: è soltanto questione di tempo. Roma e Napoli sono quelle che possono approfittare di una stagione senza bianconeri superfavoriti“.

Parole belle e importanti l’ex tecnico di Porto, Inter e Real Madrid le spende anche per il connazionale Paulo Sousa, che sta facendo cose egregie a Firenze: “Paulo è un grande, sono felice per lui. Ha lavorato tanto e duramente per arrivare fin qui. Ci sono allenatori che hanno cominciato subito in grandi club, senza fare esperienze fondamentali. Lui è stato umile, ha viaggiato e lavorato in Ungheria, Israele, nella B inglese, in Svizzera. E soltanto adesso che è pronto e preparato è arrivato in Italia. Studia. Si informa. Si vede la sua mano nella Fiorentina“.