In attesa di capire come andrà a finire la deliziosamente patetica vicenda del voto di Pandev, José Mourinho (foto by InfoPhoto) inizia a prepararsi il futuro, che potrebbe assomigliare maledettamente al passato. Nessuno giocherebbe un tallero bucato sulla sua permanenza a Madrid, Coppa o non Coppa, e nemmeno il portoghese, del resto, fa mistero circa il suo prossimo cambio di latitudine. Il problema, semmai, è stabilire il dove:

Vediamo cosa succede. Dopo Inghilterra, Portogallo, Italia e Spagna non è facile scegliere una nuova destinazione. Potrebbe essere anche un posto già visto. Qualcosa forse è sul punto di succedere e nessuno se lo immagina

Facile supporre come milioni di cuori interisti abbiano cominciato a pulsare all’unisono. “Un posto già visto” non può che rimandare a Milano, a quel biennio nerazzurro che non perde mai occasione per rimpiangere pubblicamente (quando era qui, invece, sembrava non vedesse l’ora di andarsene). Un bel sogno, ma realisticamente irrealizzabile. A meno che Mourinho non sia disposto ad abbassarsi lo stipendio del 75% o giù di lì, l’Inter non potrà mai permettersi di metterlo nuovamente a contratto: non con 60 milioni di euro di passivo, non con la prospettiva di un mercato risicato. E così, quel “posto già visto” torna ad assomigliare maledettamente alla skyline di Londra, mentre l’operazione-fedeltà nerazzurra si limiterà a qualche glorioso rinnovo.