Fine davvero drammatica quella del 43enne Joachim Fernandez, ex calciatore del Senegal trapiantato in Europa per via transalpina e che proprio in Francia è stato trovato abbandonato e senza vita nei pressi di un  hangar in disuso, a Domont, 20 chilometri circa a nord di Parigi. Dimenticato da tutti e scomparso anche alla vista dei pochi amici che aveva, Fernandez ha trovato una morte da homeless, da clochard, lui che era stato salutato come giovane promessa del calcio africano e, addirittura, come “nuovo Desailly”, giungendo anche ad attraversare la frontiera per venire a giocare in Italia. All’Udinese di Zaccheroni, al Monza, sfiorando anche al Milan, senza però indossarne mai la casacca rossonera, per poi concludere una carriera invero sfortunata in Indonesia nel 2001, all’età di 29 anni per un infortunio al ginocchio.

A 20 anni Fernandez era stato notato dagli osservatori del Bordeaux dove giocò per diversi anni andando anche in prestito ad altri club di Ligue 1. Memorabile proprio un match di Coppa Uefa contro il Milan in cui i Girondini, che avevano tra le loro fila anche Zidane e Dugarry, s’imposero per 3-0 ai quarti di finale. Un difensore roccioso ma elegante che aveva in Frank Rijkaard un modello sportivo e di vita.

Ultimi anni di vita davvero problematici per Fernandez, soprattutto dopo l’infortunio che di fatto ne invalidò la carriera. Periodi critici nel privato con una separazione in atto e un figlio di vent’anni che faceva difficoltà a vedere a causa di una severa sentenza del tribunale. Sopraggiunte difficoltà economiche ne avevano accentuate nell’ultimo periodo il coté depressivo. Problemi anche ad avere fissa dimora. Lo si vedeva spesso aggirarsi dalle parti del mercato a Domont dove ultimamente viveva. Fino al tragico ritrovamento.