E’ morto nella notte, a 89 anni, Giovan Battista Fabbri, ex allenatore di calcio che, tra le altre cose, scovò il bomber Paolo Rossi. Bolognese, fece un capolavoro alla guida del Vicenza nel 1978, squadra che con lui ha toccato vertici che non è più riuscita a raggiungere.

Fabbri, per tutti GB, era nato a San Pietro in Casale, in provincia di Bologna. La morte lo ha colto a Ferrara. Nella sua lunghissima carriera allenò anche Piacenza, Catanzaro, Vicenza, Ascoli, Spal, Cesena e Bologna.

La sua carriera da giocatore lo vide impegnato con le maglie di Centese, Modena, Messina, Spal, Pavia e Varese, ma il suo exploit avvenne da allenatore alla guida della Lanerossi Vicenza. In quell’occasione gestì un giovane attaccante dal nome Paolo Rossi, uno che aveva iniziato la carriera come ala destra e che Fabbri trasformò in attaccante centrale.

Quell’anno il Vicenza venne promosso in Serie A, mentre nel campionato 1978 chiuse addirittura al secondo posto alle spalle della Juventus campione d’Italia. Fabbri vinse il Seminatore d’oro, Rossi venne ingaggiato dalla Juventus.

Paolo Rossi lo ricorda così: “G.B. Fabbri era un grande. È stata una persona fondamentale per la mia carriera, e per me era come un padre, sotto tutti i punti di vista. Gli volevo bene – le sue parole – è stato quello che mi ha scoperto dal punto di vista tecnico cambiandomi ruolo e vedendo in me qualcosa di diverso”.

Era una persona squisita – dice ancora Rossie ricordo che a Vicenza mi aiutò in tutto e per tutto. A volte mi invitava a mangiare a casa sua, e ci siamo frequentati anche quando ho smesso di giocare. Il nostro era un rapporto quasi come tra padre e figlio e tra noi c’era un affetto forte». L’ultimo ricordo del suo ex allenatore è un’altra considerazione tecnica: «al Vicenza fu un precursore. Erano gli anni in cui si parlava di calcio totale, e lui ci faceva giocare in quel modo, un calcio tecnico in cui voleva che tutti partecipassero all’azione. È stato fra quelli che ha cambiato l’immagine del calcio all’italiana sparagnino”.