« Ciro era un nostro tifoso che voleva passare una serata di gioia tifando per la propria squadra. Questa tragedia deve far riflettere tutto il mondo del calcio e delle istituzioni che collaborano con esso. Esprimo ai genitori ed a tutta la Sua famiglia le mie più sentite condoglianze unitamente a tutto il Calcio Napoli ».

Il Presidente della squadra campana, Aurelio De Laurentiis, ha voluto porgere così il proprio saluto affettuoso e il proprio sostegno ai familiari di Ciro Esposito, il tifoso partenopeo deceduto alle 6 di questa mattina dopo essere stato ferito a colpi di arma da fuoco dall’ultrà romanista Daniele De Santis negli scontri verificatisi lo scorso 3 maggio, prima della finale di Coppa Italia.

Accanto al messaggio di cordoglio del patron, quello di Rafa Benitez.

« Ho dato tutta la mia vita al calcio perché il calcio è la mia vita. Prima come giocatore e dopo come allenatore mi sono goduto la mia professione. Però situazioni come questa mi fanno rivalutare molte cose. Dove sta andando il calcio e ciò che lo circonda? A quale limite lo stiamo portando? La morte di Ciro Esposito è qualcosa di drammatico, ingiustificabile, terribile. Un giovane non può perdere la vita mentre s’incammina allo stadio per vedere la sua squadra. Non ha senso. Questo non dovrà succedere mai più, mai. Bisogna trovare i mezzi per sradicare assolutamente fatti come questi dal panorama del calcio e dal mondo dello sport.Voglio inviare da qui tutto il mio rispetto, tutta la mia solidarietà e tutto il mio affetto alla famiglia, agli amici e conoscenti di Ciro Esposito. Un forte abbraccio, riposa in pace».  

Profonda amarezza anche nella As Roma.

« AS Roma si rammarica per la tragica scomparsa di Ciro Esposito e si stringe ai suoi familiari. Il club rinnova il proprio sconcerto di fronte al verificarsi di episodi così drammatici in concomitanza di eventi sportivi e auspica che tali tragedie non debbano mai ripetersi ».

Tragedie che appunto non si devono ripetere.

Per questo la famiglia Esposito, temendo una escalation di atti violenti  in seguito al tragico evento, ha voluto lanciare un appello contro ogni forma di violenza: « Ora non si faccia violenza in nome di Ciro. Invitiamo a mantenere la calma, vogliamo solo rispetto per lui – ha detto lo zio – Il nostro obiettivo è riportarlo al più presto a casa. Adesso per noi è il momento del dolore, ma stiamo lavorando per accelerare i tempi e ripartire per Napoli. Spero che ci venga evitato un lungo strazio anche per tornare a casa », riferendosi probabilmente all’autorizzazione e alla richiesta di autopsia da parte delle Autorità, essendoci un’inchiesta in corso.

Il padre di Ciro Esposito ha puntato invece il dito contro le istituzioni: « Il questore e il prefetto di Roma si devono dimettere. Chi ha sbagliato nella gestione dell’ordine pubblico deve pagare. Da parte delle istituzioni mi aspettavo un po’ di vicinanza ma non è mai arrivata, salvo qualche eccezione come il sindaco di Napoli De Magistris ».

De Magistris  ha proclamato il lutto cittadino, mentre Angelo Pisani, legale della famiglia, ha chiesto il lutto nazionale e che al giovane venga dato l’ultimo saluto nell’auditorium del quartiere Scampia.

Daniele De Santis, responsabile della sparatoria, resta sotto detenzione. L’accusa è di omicidio volontario. Contro di lui, a Napoli, in Corso Vittorio Emanuele, è apparso uno striscione: « Fascista, Napoli ti odia ». Poco più sotto, una scritta: « Anni ’70 bombe nelle piazze. 2014…pistole fuori agli stadi. 03-05-14 Romanista infame ».

(foto by Infophoto)