Oggi, 30 maggio 2013, potrebbe essere un gran giorno per i tifosi dell’Inter. Secondo Marco Bellinazzo, giornalista del Sole 24 Ore, sul tavolo di Moratti (foto by InfoPhoto) sarebbe appena arrivata un’offerta da capogiro per l’acquisizione dell’80% delle azioni del club nerazzurro: 260 milioni di euro da parte del tycoon indonesiano Erick Thohir, con il quale il presidente nerazzurro ha da qualche settimana intrapreso una trattativa per la cessione di una quota (però minoritaria) del club.

“Duecentosessanta milioni per l’80% dell’Inter (una ventina di milioni in più per il 100%), magari lasciando al presidente Moratti la presidenza “temporanea” della società. E’ questa l’offerta “vincolante” con cui il tycoon indonesiano Erick Thohir ha sparigliato le carte e messo in crisi la determinazione di Massimo Moratti a conservare la proprietà del club nerazzurro. Effettuata la due diligence attraverso uomini di fiducia, Thohir ha deciso di muoversi in prima persona, incontrando Moratti e proponendogli di subentrare nel controllo della società da subito. Di fronte alle reticenze dell’attuale patron, Thohir per la verità ha lasciato aperta – come è stato raccontato in questi giorni – una subordinata: vale a dire la possibilità di acquisire un pacchetto di minoranza del 20/30%, per poi ottenere il resto nel giro di un paio d’anni, rinnovando più gradualmente il managment nerazzurro. La soluzione preferita dagli investitori indonesiani tuttavia resta quella di comprare subito la maggioranza dell’Inter (l’80%), preservando la presenza in società di Moratti per garantirsi un atterraggio “morbido” nella Penisola ed avere una sponda per gestire il passaggio di consegne e i rapporti con l’ establishment nazionale ed europeo. Le relazioni sul territorio milanese della famiglia Moratti, inoltre, sono ritenute fondamentali per avviare gli investimenti nel nuovo stadio”.

260 milioni per Moratti, dunque, ma anche 100 per ricapitalizzare la società e più di qualche spicciolo da investire sul mercato: a patto, ovviamente, che Moratti e i suoi uomini si tolgano graziosamente dalle scatole (per lui ci sarebbe solo un ruolo d’immagine) e che il timone delle operazioni passi saldamente nelle mani dello staff indonesiano. Moratti ha 48 ore di tempo per dare la risposta affermativa che tutto il mondo nerazzurro dotato di raziocinio aspetta con trepidazione. Liberarsi di un presidente appassionato sì, ma anche emotivo e, diciamocelo, incompetente, e al contempo veder rianimate le esangui casse societarie. Due piviun con una fava, senza bisogno di esplicitare a chi spetti il ruolo del legume. Mica male.