Lo stentato inizio di campionato non turba Vincenzo Montella. Che accetta le critiche ed è convinto i problemi si risolveranno.

Il tempo non è illimitato

Il tecnico rossonero è positivo, nonostante i passi falsi del suo Milan. La sconfitta con la Roma brucia, probabilmente era immeritata ma c’è un percorso che abbiamo voglia di proseguire - ha spiegato il tecnico rossonero a margine del Premio Liedholm -. Ci stiamo avvicinando, stiamo insistendo sul lavoro e questo è positivo. Vedo il cammino un po’ in salita ma è abbastanza normale, ci vuole del tempo ma noi siamo i primi a pretendere che questo tempo non ci sia.

Critiche ben accette, quarto posto vicino

Predica pazienza l’Aeroplanino e incassa con un sorriso le critiche piovutegli addosso: Secondo me ci sta, le aspettative erano e sono altissime. Noi conosciamo la realtà interamente, sappiamo che mediaticamente ci sta. Il nostro percorso ci deve portare a crescere e raggiungere l’obiettivo dei primi quattro posti. Non siamo distantissimi, l’importante è non farsi condizionare. Non mi turbano le illazioni, faccio questo lavoro da qualche anno, conosco i rischi del mestiere. Allenando una squadra come il Milan i rischi sono maggiori così come le chiacchiere. Se dovesse andare male penserò a cosa fare in vacanza! Io sono ottimista, positivo, c’è lavoro da fare ma vedo disponibilità e potenzialità. La cosa bella di questo mestiere dover preparare già un’altra partita, la testa e le idee sono già proiettate verso il derby”.

Milanista da sempre

Montella raggiante per la consegna del Premio Liedholm, alla settima edizione: “Sono emozionato per questo premio, ho conosciuto Liedholm alla Roma, ricordo bene la sua ironia, la sua capacità di sdrammatizzare. Sono orgoglioso, lui era una persona intelligente, a cui portare rispetto, sono molto emozionato per aver ricevuto questo premio. Ho scoperto di avere tante affinità professionali con Liedholm, lui ha anche vinto due scudetti da allenatore, chissà se posso seguirlo anche su quella via. A lui dicevano di essere napoletano, a me dicono nordico, chissà, siamo due cittadini del mondo. Da bambino è nato il tifo rossonera: “Sono nato milanista, caso più unico che raro a Napoli, a 13 anni, nell’epoca di Maradona. Vincere la seconda stella? Prima servono altri due Scudetti, speriamo di farcela, ma qualcosina abbiamo già vinto”.