SCHLADMING (Austria) – Le manifestazioni iridate sono così: a volte tolgono, a volte aggiungono tanto rispetto alla Coppa del Mondo, magari restitutendoti quel che meritavi. Manfredo Moelgg (nella foto Pentaphoto), 30enne di San Vigilio di Marebbe, unico azzurro capace di salire sul podio sia in slalom che gigante in questa stagione (2° a Solden, in gigante e 3° ad Adelboden, tra le porte strette), si era anche dovuto sciroppare, nell’annata in corso, ben quattro quarti e un quinto posto, con un pizzico di sfortuna. Quella che si è trasformata in buona sorte oggi, visto che il finanziere azzurro, nella prova iridata tra le porte larghe, dominata come da copione da Ted Ligety, stavolta si è ritrovato quarto dopo la prima manche, per poi riuscire a recuperare una posizione nella seconda, beffando il norvegese Svinda, già campione iridato in superG, per soli 4 centesimi e mettendosi al collo la terza medaglia iridata della carriera, la prima in gigante, la seconda di bronzo. Manfred ha commesso due errori gravi, entrambi sul piano, sia nella prima che nella seconda manche, ma è poi stato eccezionale sul muro finale della pista “Planai”, soprattutto nella manche decisiva, entrandovi con grande velocità e, come si dice in gergo, “tirando una riga”, fino al traguardo. Manny, questo il suo soprannome, ha vinto anche l’argento, in slalom, ad Are 2007 oltre al bronzo a Garmisch 2011 e insomma, gli mancherebbe solo il metallo più pregiato per entrare nella leggenda. Ci può provare domenica, con il morale a mille e una forma smagliante…

Per l‘Italia è arrivata la terza medaglia qui a Schladming, dopo gli argenti di Dominik Paris e Nadia Fanchini in discesa, e a due gare dalla fine (mancano gli slalom) il bottino è sicuramente soddisfacente, pur senza un oro, per il momento. Ma, soprattutto, gli azzurri hanno allontanando un incubo che durava dai tempi di Alberto Tomba, l’ultimo italiano capace di vincere una medaglia mondiale in gigante, l’oro a Sierra Nevada 1996, e suo era anche l’ultimo bronzo, a Crans Montana 1987. Da allora, l’Italia, pur conquistando dieci successi in giganti di Coppa del Mondo (sette Max Blardone, 2 Davide Simoncelli, 1 Patrick Holzer), non era mai tornata sul podio tra le porte larghe nelle grandi manifestazioni, con tante beffe (Blardone 8° ai Giochi di Salt Lake City 2002 dopo il 2° posto della prima manche e poi ancora 5° ai Mondiali, sia a Skt. Anton 2001 che a Val d’Isere 2009).

E’ importante sottolineare quanto sia stato emozionante il gigante odierno, nonostante l’assoluto dominio dell’americano Ted Ligety, che ha vinto con 81 centesimi di vantaggio sull’austriaco Marcel Hirscher, trionfatore dell’ultima Coppa del Mondo, dominatore in slalom quest’anno e in slalom e gigante la scorsa stagione, ma mai sul podio nelle grandi manifestazioni: in attesa dello slalom di domenica, che lo vedrà favorita n.1, il tabù è stato spezzato oggi con l’argento; in precedenza poteva vantare due quarti posti, sempre in gigante, ai Mondiali della Val d’Isere 2009 e ai Giochi di Vancouver 2010.

Ligety entra di diritto nella storia dello sci perché quello odierno è il suo quarto oro mondiale (vinse in gigante a Garmisch 2011, raggiunge così il connazionale Bode Miller) e il terzo qui a Schladming, per un tris che va a eguagliare  il Toni Sailer di Bad Gastein 1958 (discesa, gigante e combinata). Alle Olimpiadi, lo stesso Sailer nel 1956 a Cortina e  il francese Jean-Claude Killy nel 1968 a Grenoble vinsero discesa, gigante e slalom. Ted, infine, è il primo gigantista a confermare il titolo dai tempi di Rudolf Nierlich, austriaco poi tragicamente scomparso in un incidente stradale quando ero al top della carriera, trionfatore nel 1989 a Vail e nel 1991 a Saalbach, quando Alberto Tomba gli regalò il successo uscendo nella seconda manche che stava dominando.

Il pubblico (oltre 30.000 spettatori), il muro finale, la speciale amotsfera che si può respirare solo nella patria “adottiva” dello sci (l’Austria, appunto), la partecipazione di 99 atleti in totale (anche da Cipro, Montenegro, Irlanda, Cina, Ungheria, Perù, Libano, Danimarca, Georgia, Grecia, Brasile ecc. ecc.) hanno reso comunque il gigante odierno un evento unico.

E ora sotto con il gran finale, dedicato agli slalom. Domani donne (diretta su Eurosport Hd/Eurosport 1  dalle 9.45, seconda manche 13.15), domenica uomini.

P.S. - Manfred Moelgg diventa il quinto italiano della storia, dopo Zeno Colò, Gustavo Thoeni, Piero Gros e Alberto Tomba, ad aver conquistato medaglie mondiali sia in gigante che in slalom. Un bel pokerissimo, o no?