SCHLADMING (Austria) – Rischia di diventare il personaggio italiano della rassegna iridata, per ora avara di soddisfazioni per i colori azzurri dopo le  due gare iniziali: primo. perché è brava, e questo l’abbiamo sempre saputo; secondo, perché davanti a taccuini e microfoni dimostra spontaneità, con l’erre moscia che la contraddistingue ad aggiungere un pizzico di… simpatia in più; terzo, perché non ha paura di niente quand’è in pista.

L’identikit è quello di Sofia Goggia (foto by Pentaphoto), 20enne bergamasca di indubbio talento, salita improvvisamente alla ribalta mondiale dello sci alpino grazie alla sua splendida prova in superG, martedì scorso, a Schladming, chiusa al quarto posto, alla prima partecipazione nella disciplina tra le grandi atlete che gareggiano in Coppa del Mondo. E commentata così: “Bellissimo, però per cinque centesimi… No dai, sono contenta, arriva una sorpresa dopo l’altra in questi giorni. Ho ringraziato tante volte Raimund Plancker (dt azzurro femminile, ndr) per avermi convocata e lui mi ha sempre detto che il miglior ringraziamento lo… aspettava da me in pista, vedendomi dare il massimo. E’ quello che ho cercato di fare nel superG e penso di esserci riuscita”.

Per chi non lo sapesse, Sofia in teoria ai Mondiali non avrebbe nemmeno dovuta esserci, perché in Coppa del Mondo ha gareggiato solo tre volte (in gigante, senza qualificarsi mai alla seconda manche) e perché, soprattutto, fa ancora parte del gruppo Coppa Europa, manifestazione nella quale ha vinto quattro gare in totale (tre quest’anno, due in discesa e una in gigante) ed è in lotta per la classifica finale. Il direttore tecnico azzurro invece, un po’ perché la stagione fino alla vigilia di Schladming era stata decisamente negativa, un po’ per dare una scossa all’ambiente sfruttando la verve e la sfrontatezza di una giovane promessa, ha deciso clamorosamente di portarla a Schladming, lasciando tutti di sasso e, inevitabilmente, due deluse, le escluse dalla rassegna iridata, Francesca Marsaglia e Lisa Agerer, altre ragazze giovani e molto  promettenti. Beh, ha avuto ragione lui…

Sofia dalla sua ha una caratteristica unica: in pista dà tutto, senza tirare mai il freno a mano, costi quel che costi, come, per esempio, due infortuni alle ginocchia già superati, non poco a 20 anni… Ma la ragazza di Bergamo Alta è così, prendere o lasciare. Ieri, nella prima prova della discesa libera, prevista domenica, è stata ancora una volta la migliore delle cinque azzurre impegnate, settima. Vale quel che vale, per carità, ma è un’ulteriore iniezione di fiducia: “Il superG mi ha lasciato in dote una bella gara, sei punti FIS e un quarto posto all’esordio iridato, ottimo sì, anche se ai Mondiali contano solo le medaglie. Ma adesso guardiamo avanti, dobbiamo pensare alle prossime gare”.

Siamo pronti a scommettere che il suo entusiasmo, unito all’intuizione dei tecnici azzurri che l’hanno convocata, sveglierà di colpo l’intorpidita squadra dello sci alpino femminile di questa stagione…