CAVALESE (Trento) – Il vero peccato è che se ne stia parlando troppo poco, dopo i Mondiali di sci alpino a Schladming e nel bel mezzo della tornata elettorale nazionale, financo del derby di Milano (calcio), pur essendo ben consci che le discipline in questione sono sport di (estrema) nicchia: è un dato di fatto, però, che dopo la prima settimana (in realtà, cinque giorni) dei Campionati iridati di sci nordico (salto, fondo e combinata nordica) in corso di svolgimento in Val di Fiemme, si possa parlare di manifestazione finora ricca di gare entusiasmanti, alti contenuti tecnici, qualche sorpresa (non troppe), tra le quali non va inserita la casella “zero” nella quota medaglie dell’Italia, perché piuttosto prevedibile considerato quanto accaduto finora nelle singole Coppe del Mondo e l’infortunio che ha costretto la principale speranza di medaglia azzurra, Alessandro Pittin, a una lunga e affannossa rincorsa alla condizione migliore in vista dell’appuntamento casalingo da non perdere assolutamente. E’ possibile che domenica prossima, 3 marzo, si stili un bilancio azzurro identico a quello del 2003, stesso luogo, stessa manifestazione, stesso numero di metalli conquistati dagli italiani, ovvero zero. Ma ciò non deve influenzare il nostro apprezzamento per una rassegna finora davvero intrigante.

Intanto, diamo uno sguardo veloce proprio al medagliere: in testa c’è la Norvegia, ampiamente prevedibile, con 3 ori, 4 argenti e 3 bronzi. Seguono Stati Uniti, forse meno accreditati almeno a questi livelli (2 ori e 1 bronzo), poi Russia e Francia (con 2 ori a testa); l’Austria è ancora ferma a 3 argenti e 1 bronzo, ma gli ori arriveranno.

Potremmo soffermarci a parlare della più grande fondista di sempre, la norvegese Marit Bjørgen, prima atleta a conquistare un oro mondiale nella sprint in entrambe le tecniche, classica e skating, per altro dieci anno dopo il successo in alternato ottenuto proprio in Val di Fiemme; o esultare per il primo, meritato, oro mondiale conquistato dallo svizzero Dario Cologna, davanti a tutti nella skiathlon di fondo (15km a tc + 15km a tl) nonostante una caduta nelle battute iniziali della prima gara; o, perché no, celebrare il ritorno di un norvegese, Anders Bordal (detentore della Coppa del Mondo), sul gradino più alto del podio della gara di salto, dal trampolino piccolo, 47 anni dopo l’ultimo trionfo, per la Nazione che ha visto nascere questo sport.

Ma preferiamo tornare solo per un istante sulle tre gare a squadre di ieri, una per ogni disciplina, che hanno visto trionfare paesi di tre continenti diversi: domenica 24 febbraio rimarrà una data storica, davvero, perché ha celebrato il primo successo iridato non europeo in una gara di fondo, firmato dal duo statunitense Jessica Diggins-Kikkan Randall nella team sprint femminile; appassionante il finale allo sprint della gara a squadre di combinata nordica, con il francese Jason Lamy-Chappuis, già oro nell’individuale dal trampolino piccolo, capace di sovvertire il pronostico e bruciare l’eterno piazzato Magnus Moan di una manciata di centimetri. Anche in questo caso, si tratta di una prima volta per la Francia, che sempre in Val di Fiemme, ma nel 1991, aveva conquistato l’unica medaglia iridata della sua storia in questo formato, d’argento; dulcis in fundo, ecco la terza prima volta di una domenica bestiale, ovvero la competizione a squadre mista nel salto (nella foto Newspower, l’Italia: da sinistra Andrea Morassi, Elena Runggaldier, Sebastian Colloredo, Evelyn Insam), che faceva il suo esordio assoluto in un Campionato del Mondo: si è imposto, un po’ a sorpresa, ma non tantissimo, il Giappone, giovatosi dei salti spettacolari di  Daiki Ito, Taku Takeuchi e Sara Takanashi (atterrata oltre il punto HS, a 106,5 metri) che hanno compensato “l’anello debole” della catena, Yuki Ito, comunque discreta nelle sue prove. Ancora argento per l’Austria e per il suo leader, Gregor Schlierenzauer. Ma ci sarà modo di rifarsi in questa settimana.

L’Italia non può lamentarsi più di tanto per quanto fatto finora dai suoi portacolori: Pellegrino e Fabio Pasini sono arrivati in semifinale nella sprint in classico; Pittin, Bauer e Runggaldier, nella prima gara della Combinata Nordica, hanno riscattato nel fondo una prova opaca nel salto, per un film già visto; Evelyn Insam ha chiuso ottava nella prova individuale di salto femminile, in linea con i suoi risultati stagionali (un podio non “fa primavera”), e, nella Team Sprint di ieri, il 5° posto di Piller-Debertolis è andato persino al di là di ogni più rosea previsione. Morale: tutto previsto e prevedibile, e, a meno di miracoli nella 50km di fondo conclusiva (a tecnica classica), l’Italia chiuderà la manifestazione senza medaglie, ma Di Centa e Belmondo, che nella prima, storica edizione dei Mondiali in Fiemme del 1991 vinsero 4 allori, rompendo il digiuno eterno dell’Italia femminile nel fondo, non nascono tutti i giorni.

A vincere… un oro particolare, quello dell’eco-sostenibilità, è comunque tutta la Val di Fiemme, visto che le strutture in legno e i prodotti cartacei usati in Trentino provengono da foreste locali e sono certificati Pefc, il sistema di certificazione che garantisce la gestione sostenibile dei boschi. Una prima assoluta per il nostro Paese.

Infine, come non ricordare la bella Cerimonia d’Apertura di mercoledì 20 febbraio, con Goran Bregovic, vestito in bianco, che ha diretto il coro in “C’è Un Fiore Sulle Dolomiti“, l’inno ufficiale del Campionato del Mondo. Grandi applausi, seguiti sul palco qualcosa di veramente sorprendente: artisti volanti, fate, ballerini e cantanti che hanno messo in musica e ballo la storia delle Dolomiti. A Lago di Tesero, più di 150 volontari in piedi nel parterre hanno acceso le lanterne volanti mentre giovani sciatori hanno raggiunto il traguardo e appeso le bandiere. La numerosa folla sulle tribune ha applaudito e assistito allo spettacolo. E’ toccato ai fuochi d’artificio chiudere la cerimonia d’apertura, nel cielo ormai buio della Val di Fiemme. Tante emozioni e un tocco di magia con le lanterne che lentamente si dileguavano nel cielo…

La Val di Fiemme ha vinto lo stesso, con o senza medaglie italiane. Per la terza volta. Oggi, lunedì 25 febbraio, giornata di riposo, si riparte domani con la 10km tecnica libera donne di fondo. Una volta, il regno di Stefania Belmondo e Manuela Di Centa