SCHLADMING (AUSTRIA) - A mente fredda si ragiona meglio. E dopo una giornata ricca di emozioni, serve tempo per riordinare le idee. La medaglia d’argento di Nadia Fanchini (nella foto Pentaphoto) nella discesa mondiale di Schladming è molto più di un alloro in sé, né certifica più di tanto la presenza di un talento naturale che già conoscevamo bene. No, le questioni tecniche con lei non c’entrano, sappiamo che un “piedino sensibile” sulla neve, da quando è nata. E’ che oggi la 26enne camuna ha vinto la sua battaglia con il destino. “Lo sport, lo sci, sono la mia vita. Se smetto, cosa faccio?”, ha ripetuto in questi ultimi due anni la campionessa  camuna, anni in cui è dovuta uscire da un calvario infinito di infortuni.

Faccio un breve Excursus Storico, perdonatemi: Nadia Fanchini è un talento predestinato da sempre, capace di vincere tre ori ai Mondiali junior in tre discipline diverse (discesa, slalom e superG), di esordire in Coppa del Mondo a 17 anni, nel giorno in cui Denise Karbon (che giovedì gareggerà assieme a lei nel gigante mondiale) vinse la sua prima gara in Coppa, dicembre 2003, in Alta Badia; rapida ascesa, tanti infortuni: ai Mondiali di Bormio/Santa Caterina 2005 Nadia è quarta in superG a tre centesimi dal bronzo di Julia Mancuso, poi nel 2006, centra il primo podio in Coppa del Mondo, 3a in discesa a Lake Louise, prima di infortunarsi al ginocchio dopo i Mondiali di Are 2007; quando è pronta per rientrare, la ferma il Coni per aritmia cardiaca!

Rientra a febbraio 2007 e dopo 4 gare e una totale inattività, torna già sul podio, due volte, in discesa, a Sestriere e Crans Montana. Quindi comincia il periodo più bello della sua carriera, con la stagione magica 2008-2009, i cinque podi, la prima vittoria in superG a Lake Louise, il bronzo Mondiale in discesa a Val d’Isere 2009, la coppa di superG contesa fino all’ultimo metro dell’ultima gara (ad Are), in Svezia, a sua maestà Lindsey Vonn.

Sul più bello, Nadia rischia però la carriera nel superG di St. Moritz, 31 gennaio 2010, a pochi giorni dai Giochi di Vancouver. Cade rovinosamente su un salto, travolge una porta a grande velocità, e la diagnosi è impietosa: rottura dei legamenti crociati e collaterali di entrambe le ginocchia, doppia operazione  in contemporanea alla Clinica di Brescia, un calvario infinito fatto di dolori lancinanti, lentezza del recupero, nuova  caduta, da apripista, nella discesa di Cortina 2011, proprio un momento prima di tornare in Coppa del Mondo, con l’ennesima rottura del crociato del ginocchio. Finita?

No, perché Nadia, come detto sopra, trova nello sci l’unica ragione di vita. E ci mette tutta la sua passione. Ecco che nel gennaio 2012 ritorna a gareggiare, praticamente due anni dopo l’incidente di St. Moritz, e in nemmeno cinque gare, in gigante, specialità nella quale non era mai andata oltre il sesto posto, finisce prima 6a e poi 11a, completando la sua terza rinascita.

Oggi, domenica 10 febbraio, giornata di sole, su una pista non difficilissima, ma resa tosta dalla neve dura, ecco il giusto premio, in realtà il secondo mondiale, della sua carriera, per una ragazza umile, sognatrice, gran lavoratrice, e dotata di un talento naturale da sempre riconosciuto.

Ben tornata, Nadia!

P.S. - La discesa libera di Schladming 2013 è stata vinta dalla francese Marion Rolland, 30 anni, la più “vecchia” vincitircec in discesa della storia dei Mondiali (mai prima in Coppa del Mondo, solo due podi un anno fa), con la tedesca Maria Riesch, già oro in supercombinata, terza. Commento di Maria, impagabile: “Questo è il podio dei legamenti crociati: penso che ciascuna di noi ha almeno due rotture dei legamenti“. Viva lo sci… O no?