BUDAPEST – Il ritorno alla tradizione, con la rassegna iridata fissata per agosto; la promozione spettacolare, come se i Mondiali di scherma fossero un film-kolossal; una Nazionae che respira scherma, da secoli; un palazzetto spettacolare dulcis in fundo, l’Italia che si presenta ancora una volta come squadra da battere (dopo gli exploit di Catania, Londra e Zagabria) e un “titolo” ideale che non potrebbe essere diverso da quello fatto, visto che in pedana ci saranno, per la formazione azzurra, due super neo-mamme che non hanno la minima intenzione di smettere, Valentina Vezzali e Mara Navarrìa.

I Mondiali di scherma scattano ufficialmente oggi, mercoledì 7 agosto, con le prove che assegnano le medaglie del fioretto femminile individuale e della sciabola maschile individuale, dopo due giorni di qualificazioni (solo Confalonieri, nella spada, non le ha superate tra gli azzurri), alla Syma Hall di Budapest, e ritornano là dove (1991) Giovanna Trillini si fece conoscere al mondo con l’oro individuale e a squadre, a 21 anni, dopo già sei di nazionale (debuttò nel 1986 a Sofia, 16enne!) un anno prima dei trionfi olimpici di Barcellona e un anno dopo la sconfitta in finale a Lione, a livello individuale, contro sua mestà dell’epoca, Anja Fichtel, tedesca. Oggi Giovanna è al fianco di Elisa Di Francisca, campionessa olimpica in carica, a tramandare la tradizione dei grandi maestri di scherma del Bel Paese…

Anche la scherma, ormai, si è globalizzata, e non è affatto un male per lo sport delle pedane in sé, anzi: alla nazioni tradizionali, Italia, Francia, Ungheria, Romania, Polonia, Germania, Russia (e, se vogliamo, agli albori del ’900, Olanda, Gran Bretagna, Cuba) se ne sono aggiunte moltissime altre, chi prima (Spagna, Cina, Stati Uniti, Svezia) chi poi (Venezuela, Corea del sud, Canada, Egitto, Azerbaijan, Norvegia, Ucraina) e di questi tempi vincere è decisamente più difficile rispetto solo a 20 anni fa… La rassegna è tornata al passato, cioè alla tradizionale collocazione di agosto, un bene a detta degli atleti, dopo gli ultimi 10 anni a ottobre. Con la Coppa del Mondo che finisce tra aprile/maggio e gli Europei solitamente a giugno, gli schermidori hanno il tempo di mantenere la condizione e prendersi solo una piccola vacanza, mentre con la modalità autunnale bisognava impostare due “picchi” di condizione, ricominciando ogni volta quasi da capo.

L’Italia si presenta in buona forma alla Syma Hall, forte del medagliere conquistato in tutte le ultime manifestazioni importanti, dai Mondiali di Catania 2011 (record di medaglie eguagliato, 11), passando per i Giochi di Londra 2012 e i recenti Europei di Zagabria 2013. Rispetto alla rassegna iridata siciliana c’è un nuovo condottiero del fioretto, non più Stefano Cerioni, passato alla Russia, ma il suo compagno di nazionale (e di podi e medagile…) Andrea Cipressa, campione olimpico a squadre a Los Angeles ’84 e argento mondiale individuale a Barcellona ’85. 

Come sempre la nostra carta migliore, in fatto di armi, si chiama fioretto, con, da una parte, il Dream Team al femminile formato da Valentina Vezzali, in pedana 83 giorni dopo aver partorito il secondogenito Andrea (nel 2005, a Lipsia, vinse l’oro 4 mesi dopo la nascita di Pietro…), Arianna Errigo (argento olimpico in carica, leader di Coppa del Mondo e del ranking, a caccia dell’oro finora sempre sfuggito), Elisa Di Francisca (mai prima quest’anno in Coppa, alle prese anche con qualche infortunio pesante mesi fa, ma poi rifattasi con gli interessi agli Europei, oro individuale e a squadre) e la “novità” Carolina Erba da  Busto Arsizio, due volte sul podio in Coppa del Mondo nella stagione in corso e sempre molto efficace nelle prove a squadre; dall’altra, a livello maschile, il terzetto da podio di Catania 2011 nella prova individuale (Andrea Cassarà, oro, Valerio Aspromonte, argento, Giorgio Avola Bronzo), più un ex campione del mondo e oro olimpico a squadre, Andrea Baldini. Assieme, hanno vinto il titolo a Londra. Ma attenzione, le situazioni in quest’arma, al maschile, cambiano velocemente, lo testimonia un’Olimpiade orfana di atleti europei sul podio individuale, mai successo prima (oro al cinese Sheng Lei, argento all’egiziano Abouelkassem, bronzo al coreano Jin-Sun). L’elenco degli avversari potrebbe allungarsi all’infinito: dal campione europeo di Legnano 2012, il russo Cheremisinov, al suo compagno Artur Akhmathkuzin.C’è poi un atleta che ha vinto quattro volte il titolo mondiale e in tre casi ha sconfitto italiani in finale, il tedesco Peter Joppich. Gli americani, di solito più competitivi con le donne, sono in forte ascesa (Meinhardt, Massialas, Imboden e Chamley-Watson).

Elisa Di Francisca

Anche al Dream Team femminile non mancano di certo le avversarie: dalla Deriglazova, quattro vittorie in Coppa del Mondo in stagione, alle colleghe russe allenate da Cerioni, Larisa Korobeynikova, Yulia Biryukova e la vicecampionessa europea di Zagabria, Diana Yakovleva. Le francesi crescono ogni manifestazione di più, ma forse Astrid Guyart, Corinne Maitrejean e Ysaora Thibus sono, per ora, più temibili a squadre. Non c’è l’eterna battuta dalle italiane, eppure dotata di talento cristallino, la coreana Nam, argento olimpico a Pechino 2008, in dolce attesa, mentre salgono le quotazioni delle americane e in particolare di Lee Kiefer, bronzo 2011 e 5a ai Giochi di Londra, solo 21 anni.

Nella sciabola maschile, Diego Occhiuzzi, vice-campione olimpico a Londra, è in testa al ranking mondiale (ha vinto in Coppa del Mondo al trofeo Luxardo di Padova), mentre il giovane Enrico Berrè è parso proprio lo sciabolatore nuovo che aspettavamo da un lustro, andando a prendersi un bronzo inaspettato, ma meritato, agli Europei di Zagabria (dove ha sconfitto anche il campione olimpico) e mostrando un talento da n.1. Aldo Montano ha risolto tutti i suoi problemi fisici, è scivolato indietro nel ranking mondiale e per questo a Budapest è passato dalle forche caudine delle qualificazioni (brillantemente superate) ma è sempre il campione mondiale in carica. E poi c’è Gigi Samele, il fidanzato di Alessandra Lucchino, alla ricerca della definitiva esplosione. Aron Szilagy, l’oro olimpico in carica, è il favorito, ma anche lo schermidore di casa, quindi il più atteso dal pubblico magiaro, con una forte pressione sulle spalle da vincere. Poi ci sono Russia e Germani: Yakimenko, Reshetnikov, Kovalev e il giovane rampante Ibragimov da una parte; Hartung, Szabo e Wagner dall’altra. E ancora, il coreano Bongil Gu, bronzo a Catania e numero 3 della classifica mondiale.

Fra le donne ci sarà da divertirsi: l’ucraina Olga Kharlan, almeno da due anni la miglior sciabolatrice al mondo, se non altro a livello estetico e di grinta, non ha ancora conquistato l’oro individuale, ma ha dominato la stagione di Coppa del Mondo 2013 e gli Europei di Zagabria. Le avversarie saranno tostissime, anche qui: in primis, la bi-campionessa olimpica e mondiale, l’americana Mariel Zagunis, che negli Stati Uniti è un mito (ebbene sì, si può esserlo anche facendo scherma!), che ha iniziato come un diesel la stagione per poi presentarsi qui, a Budapest, assolutamente al top. Una finale tra loro due (già andata in scena a Parigi 2010), sarebbe il massimo assoluto, ma c’è un gruppo di atlete di alto livelle pronte a rompere le uova nel paniere alle favorite. La campionessa olimpica in carica, per esempio, Yijeon Kim, passando dalla greca Vassiliki Vougiouka, non più giovanissima, esplosa tardi ad alti livelli, eppure bi-argento europeo in carica. E poi ci saranno anche Irene Vecchi, quest’anno vincitrice in Coppa del Mondo a Londra, all’esordio, a gennaio, e Ilaria Bianco, la più medagliata tra le sciabolatrici italiane, triplo argento iridato tra 1999 e 2001… Con loro Livia Stagni, al terzo mondiale, e la giovane Rossella Gregorio. Non c’è l’iridata in carica, a russa Velikaya, in maternità.

Dulcis in fundo, la spada, l’arma da sempre più aperta alle sorprese, ma anche l’arma più difficile con il bersaglio valido individuato in tutto il corpo, piedi e testa compresi. Difficile azzardare un pronostico, dato anche che il campione olimpico (con merito, sia chiaro) è un venezuelano, Limardo! Matteo Tagliariol sta finalmente bene dopo i tanti problemi alla mano avuti, è tornato a vincere in Coppa del Mondo quest’anno, ha cambiato maestro, si è chiarito con Cerioni, e, pur partendo dalle qualificazioni e quindi con un tabellone dei 64 tutt’altro che facile, può arrivare anche fino in fondo. Poi, per l’Italia, abbiamo il campione del mondo in carica, Paolo Pizzo, e Enrigo Garozzo, a un passo dal podio ai recenti Europei. Tra le donne, è arrivato il momento, per le italiane, di andare a prendersi una medaglie individuale, ce la possono fare tutte, in teoria, tra Bianca Del Carretto, Rossella Fiamingo, Francesca Quondamcarlo e la neo-mamma Mara Navarria, in grado di confezionare un regalo stupendo per il piccolo Samuele. 

Tra gli stranieri, occhio agli svizzeri Heinzer e Kauter, agli immancabili francesi, all’olandese Verwijlen; tra le donne,  la rumena Branza, n.1 del ranking, la coreana Shin A Lam, la cinese Sun, la russa Sivkova, le tedesche Heidemann e Sozanska.

Ogni giorno, fino a lunedì 12 agosto, dirette di semifinali e finali su RaiSport ed Eurosport 1 e 2 HD.

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