BUDAPEST (Ungheria) – In casi come questi bisogna superarsi per tentare, almeno tentare, di scrivere qualcosa che non sia già stato scritto o dire una frase ormai sentita troppe volte. Praticamente impossibile… Al di là di tutto, l’unica idea che ci viene in mente è quella di immedesimarci nelle avversarie per scoprire poi solo un senso di impotenza, feroce. Il Dream Team del fioretto femminile italianano, tritatutto, quando tira come oggi, è naturalmente insuperabile. Di più, non lascia nemmeno sognare, anche solo per un istante, le altre squadre. Non è vero che vince proprio sempre sempre, come è stato scritto o detto, qualche sconfitta, e pure pesante, negli ultimi anni l’ha patita, come ai Mondiali di Torino 2006 o Catania 2011, sempre in finale, sempre contro la Russia, sempre per una stoccata, o come a Pechino 2008 in semifinale (e di mezzo le solite note). Ma diciamo che se non si distrae, indipendentemente da chi salga in pedana di volta in volta, beh, non c’è storia. Pensateci un attimo: da 31 anni la storia è più o meno sempre la stessa, cambia la filastrocca, da Mochi-Cicconetti-Sparaciari-Vaccaroni-Zalaffi, a Roma 1982, passando per Trillini-Vaccaroni-Bortolozzi-Zalaffi-Traversa, Lione 1990, ancora per Bianchedi-Giacometti-Trillini-Vezzali, Città del Capo 1997, fino agli anni 2000 (e ci limitiamo solo ad alcune edizioni dei Mondiali), con Bianchedi-Trillini-Scarpa-Vezzali, Nimes 2001, Granbassi-Trillini-Vezzali-Di Francisca, New York 2004, Di Francisca-Errigo-Salvatori-VezzaliParigi 2010! C’è sempre qualche atleta che dà continuità al passato e apre la porta sul futuro, e un’atleta che di volta in volta si inserisce, sempre vittoriosamente, che si chiami Scarpa, Granbassi, Di Francisca, Errigo, Salvatori o Carolina Erba(tutte le foto sono di Augusto Bizzi).

Ultima

Come dire, cambiando l’ordine degli “addendi”, ecc. ecc.. Questo Dream Team non è, appunto, lo stesso di Parigi 2010, né lo stesso di Londra 2012 o tantomeno di Antalya 2009, ma vince comunque e può permettersi il lusso di lasciare in pachina, nella finale per l’oro, la più grande fiorettista della storia, Valentina Vezzali, che con la medaglia odierna raggiunge quota 20 ori tra Olimpiadi e Mondiali, superando così un mito come Edoardo Mangiarotti. A “trascinarla” sul podio ci hanno pensato, per una volta, Arianna Errigo, Elisa Di Francisca e Carolina Erba, l’esordiente di… 28 anni, salita in pedana come fosse una veterana abituata ad anni di battaglie contro francesi, russe, coreane e cinesi!

Rewind. Riavvolgiamo il nastro. Nella notte di San Lorenzo le stelle brillano ancora di più. Ma l’astronomia non serve a spiegare l’abbaglio che giunge dalla pedane della finale del Syma Hall, location dei Campionati del Mondo Assoluti e Paralimpici Budapest2013. Il fioretto femminile azzurro vince, si supera, domina e conquista la medaglia d’oro nella rassegna iridata. E’ il 100esimo titolo mondiale nella storia della scherma italiana. E’ difficile rimanere oggettivi ed imparziali quando si assiste ad una prova come quella offerta da Elisa Di Francisca, Arianna Errigo, Carolina Erba e Valentina Vezzali.

Di Fra Erba

La squadra, orgoglio azzurro, guidata dal Commissario tecnico Andrea Cipressa, inizia la giornata superando il Brasile per 45-12. Nel turno successivo a tentare l’impossibile è la Cina, che però non riesce a mettere a segno più di 20 stoccate. 45-20 è il punteggio in favore delle azzurre, che non sanno che sarà il “peggior” carico di stoccate subìte di tutta la giornata. In semifinale si frappone la Corea, priva della sempre temibile Nam. L‘Italia non perdona e vince per 45-18 quando l’altra semifinale, tra Francia e Russia, è ancora a metà dell’assalto. La finale, contro le transalpine, viene vissuta come una sfida. La prima frazionista, Arianna Errigo, sale in pedana e subisce la prima stoccata. Sarà l’unica volta in tutto il match in cui le transalpine saranno avanti nel punteggio. Da lì in poi, infatti, le azzurre non lascianeranno nulla alle avversarie, “stressano” la luce verde del tabellone segnastoccate sino ad allungare ben oltre i venti punti di vantaggio. Il punteggio finale è inesorabile per le francesi: 45-18 in favore delle azzurre che festeggiano con l’oramai consueto balletto in cerchio a centro pedana. E’ la consacrazione di un gruppo che, sebbene cambi nei nomi, è in vetta al Mondo da oltre tre decenni.

Il punteggio finale dei singoli incontri, e torniamo al nostro incipit, è imbarazzante:

Errigo-Maitrejean 5-1;

Erba-Thibus 5-2;

Di Francisca-Guyart 5-0.

Erba-Maitrjean 5-3;

Errigo-Guyart 5-1;

Thibus-Di Francisca 7-5;

Erba-Blaze 5-1;

Di Francisca-Matrejean 5-0;

Errigo-Thibus 5-3.

Il tutto, con Valentina Vezzali comodamente seduta in panchina. Ecco, immedesimatevi per un attimo nelle francesi che hanno sofferto le pene dell’inferno per fare fuori le russe in semifinale (mentre non hanno combinato nulla di buono a livello individuale): poi incontrano le azzurre per l’oro e, come capitato anche agli Europei di Legnano 2012, non vedono mai il bersaglio! C’è qualcosa di più frustrante, forse?

Le 4

Elisa Di Francisca, così come ad Antalya 2009, Parigi 2010, Catania 2011 e Londra 2012, torna a casa con due medaglie. Arianna Errigo rientra in Italia col doppio titolo iridato (come la Trillini 1991-1997, la Vezzali del 2001-2007, la Di Francisca di Parigi 2010)  e con la consapevolezza di essere “finalmente” salita sul gradino più alto del podio. Carolina Erba, dal canto suo, corona una stagione straordinaria e mantiene fede alla promessa fatta a Ilaria Salvatori di “onorare” il suo posto in squadra. Per Valentina Vezzali è una medaglia d’oro che le permette di salire un gradino in più nell’Olimpo della scherma mondiale e dello sport italiano. Grazie a quest’oro, infatti, Valentina Vezzali raggiunge quota 20 tra titoli Mondiali ed Olimpici, superando di una unità la leggenda Edoardo Mangiarotti, come detto.

Ogni successo di questa squadra ha un significato particolare – dice il Commissario tecnico, Andrea Cipressa -. Questo è un gruppo condannato a vincere e non è semplice anche solo sostenere questo carico di responsabilità. Ma ognuna di queste ragazze è straordinaria e oggi lo hanno dimostrato in ogni assalto affrontato. Non ci sono aggettivi e personalmente non posso che ringraziarle, così come un grazie va a tutto lo staff, ai loro maestri e ad ognuno che ha lavorato con loro per permettere oggi all’Italia di festeggiare un trionfo!”.
Nell’altra prova di giornata, quella di sciabola maschile a squadre, l’Italia si è fermata nel tabellone dei quarti. Il quartetto azzurro composto da Aldo Montano, Diego Occhiuzzi, Luigi Samele ed Enrico Berrè, dopo aver superato il primo ostacolo di giornata, il Giappone, nel tabellone dei 16, col punteggio di 45-32, è uscito sconfitto dal match dei quarti contro la Bielorussia per 45-43, in un remake del quarto di finale dei Giochi Olimpici di Londra 2012, che però vide festeggiare gli azzurri. Nel tabellone per il quinto posto, l‘Italia ha sconfitto nel primo assalto l’Ungheria per 45-41, ma è uscita sconfitta dal match contro la Germania col punteggio di 45-40, concludendo quindi al sesto posto. Oro alla Russia (in testa anche nel medagliere) sulla Romania, bronzo alla Corea del Sud, campione olimpica in carica.

Grazie all’ufficio stampa FIS, ecco l’intervista di Irene Di Transo alle fiorettiste d’oro, qua:

Domenica 11 agosto spazio alle prove a squadre della spada: per gli uomini, in pedana Paolo Pizzo, Matteo Tagliariol, Enrico Garozzo e Diego Confalonieri; tra le donne, ecco Mara Navarria, Rossella Fiamingo, Bianca Del Carretto  Francesca Quondamcarlo.