BUDAPEST (Ungheria) - Chissà quante volte, negli ultimi quattro anni, si sarà sentita ripetere: “Sei giovane, forte, il futuro è tuo, vincerai tanto, prima o poi arriverà il tuo momento, non ti preoccupare, ecc. ecc.“. Vero. Però quando poi quel momento sembra non arrivare mai (ai Mondiali senior, a livello individuale, è stata terza nel 2009, seconda nel 2010, fuori al primo turno a Catania 2011; ai Giochi Olimpici, seconda nel 2012), perché sei nata per vincere e vuoi solo vincere, allora la chiacchiera, pur gentile, comincia a non piacere più. Perché lei voleva fortemente questa medaglia d’oro iridata dal 2009, dopo una carriera costellata di successi a livello giovanile, e se l’è andata a prendere in un pomeriggio torrido a inizio agosto 2013, in quel di Budapest. Lei, per intenderci, è quella campionessa che non ha ancora digerito la sconfitta nella finale olimpica di Londra 2012 patita per una stoccata (al minuto supplementare, dopo aver avuto anche tre lunghezze di vantaggio), dall’amica vera e compagna di stanza, Elisa Di Francisca.

Alla fine, il suo momento è arrivato sì, oggi, mercoledì 7 agosto 2013, giorno della definitiva consacrazione per un talento fisico-tecnico che fin dal 2009 si era fatta subito notare ad altissimo livello all’esordio tra le grandi della scherma: Arianna Errigo (foto Augusto Bizzi) da Muggiò (Monza), classe 1988, è la nuova campionessa mondiale di fioretto femminile individuale, l’ottava italiana a riuscirci (14esimo titolo in assoluto), dopo Irene Camber, Dorina Vaccaroni, Giovanna Trillini (2 successi, 1991 e 1997), Francesca Bortolozzi, Valentina Vezzali (6 vittorie, 1999, 2001, 2003, 2005, 2007, 2011), Margherita Granbassi ed Elisa Di Francisca! E con questo trionfo ha conquistato anche la terza Coppa del Mondo (dopo quelle del 2009 e 2012) della sua carriera.

E dire che questa era stata una stagione travagliata per Arianna, che poco dopo la delusione dei Giochi Olimpici (in parte, comunque, mitigata dall’oro a squadre), si era ritrovata senza maestro di fioretto (Giovanni Bortolaso, con cui tirava alla Comense, a Como), all’improvviso attratto da sirene estere, per una decisione che non aveva preso per nulla bene, anche perché inaspettata dopo i tanti colloqui avuti, sfogandosi poi sui social network; non bastasse, il ct azzurro ormai da anni, Stefano Cerioni, ex olimpionico del fioretto a Seul ’88, era andato anche lui lontano, in Russia, ovvero ad allenare le avversarie più forti delle italiane da almeno due lustri, avversarie con cui si era ormai creata una fortissima rivalità, che dura tutt’ora.

Con tutto ciò la ragazza monzese, di origini meridionali, aveva quindi deciso di trasferirsi a Frascati, in provincia di Roma, per allenarsi assieme a molte compagne (Salvatori, Erba) e anche compagni di squadra (Aspromonte), decidendo di trascorrere un anno intero senza maestro, impresa tutt’altro che semplice! Alla fine ha avuto ragione lei, che ha iniziato la stagione di Coppa del Mondo con grande rabbia dentro da sfogare, vincendo subito a Danzica, sulla Guyart, per poi salire sul podio anche a Budapest e Tauber, prima di ripetersi sul primo gradino del podio a Torino e prendersi, probabilmente, una “piccola pausa mentale” in attesa di ricaricare le batterie per l’unico appuntamento che le interessava veramente, cioè il Mondiale di agosto in Ungheria. Infatti Arianna, che sempre sui social improvvisamente lamentava un po’ di “stress” da troppa scherma, probabilmente uno sfogo per tutto quello che le era successo negli ultimi mesi, snelle successive sette prove di Coppa del Mondo riusciva a salire sul podio, terza, solamente a Shanghai, mentre agli Europei di Zagabria, non al top fisicamente, perdeva dalla Di Francisca (poi medaglia d’oro) ai quarti.

Allarme rosso? Macché, si stava semplicemente concentrando solo sui Mondiali, sulla gara di oggi, mercoledì 7 agosto, in cui non ha tradito: Arianna travolgeva le avversarie partendo dal n.1 del ranking mondiale e dal primo posto nella classifica di Coppa del Mondo, superando, una dopo l’altra dai 32esimi di finale nel tabellone a eliminazione diretta, la Wang (Singapore), 15-6, la polacca Synoradzka, 15-5, la francese Maitrejean, 15-3, la compagna di squadra con cui certo non erano state rose e fiori nel recente passata ai quarti, Valentina Vezzali, 15-8 (già battuta in semifinale ai mondiali di Parigi 2010, nei quarti agli Europei di Legnano 2012, ancora in semifinale ai Giochi di Londra), la russa Deriglazova (vincitrice quest’anno di quattro prove in Coppa del Mondo e grande spauracchio della vigilia), 15-11, la tedesca Golubitskyi in finale 15-8! E sul podio è salita, ma questa volta a ruoli ben invertiti, proprio con l’amica Elisa Di Francisca, sconfitta a sorpresa dalla Golubitskyi in semifinale (forse solo per stanchezza dopo una stagione iniziata in ritardo per il giusto riposo/svago post olimpico e dopo comunque l’oro europeo) e alla fine di bronzo. Qui sotto nella foto Bizzi la vediamo raggiante con il maestro Giulio Tommasini, ex di Trillini, Vezzali e Granbassi, e con due medaglie, quella d’oro mondiale e quella della Coppa del Mondo.

Errigo 2

Arianna ha tirato veramente bene per tutta la giornata, sempre con la sua scherma dirompente fatta di un attacco dopo l’altro, ma in finale ha mostrato tutto il repertorio e ha chiuso l’assalto con la Golubitskyi, moglie del grandissimo ex fiorettista ucraino Sergey, con una parata e risposta, mostrata poche volte perché tanto non ne ha bisogno… Probabilmente da due anni era la fiorettista migliore del pianeta, ma ancora non era riuscita a dimostrarlo vincendo la medaglia d’oro in una manifestazione importante. Poco male, era capitato anche a Valentina Vezzali prima del 1999 e poi sappiamo quanto abbia vinto dopo…

La prova del fioretto rosa è stata comunque una prova di forza, come sempre, anche se alla fine non è arrivata una finale tutta italiana per la terza edizione consecutiva dei Mondiale: due atlete sul podio e quattro nelle prime otto della classifica finale;  oltre a Errigo e Di Francisca, sono giunte ai quarti anche Valentina Vezzali, tornata in pedana a 83 giorni dalla nascita del secondogenito Andrea (e sconfitta, come detto, proprio dalla Errigo, nel 2005 era riuscita a vincere l’oro quattro mesi dopo aver partorito Pietro) e Carolina Erba, la schermitrice bustocca quest’anno due volte terza in Coppa, a Seul eMarsiglia, bravissima ad arrivare fino ai quarti al primo mondiale della carriera (dopo un’incredibile rimonta negli ottavi con l’ungherese Knapek, sotto 2-8), ma sconfitta, alla fine, piuttosto nettamente, dalla stessa Golubitskyi proprio nei quarti, esattamente come ai recenti Europei di Zagabria. L’oro di Arianna Errigo (che ha ricevuto anche i complimenti del ministro dello Sport Graziano Delrio) è quello della consacrazione, come detto. Argento a Londra 2012, oro a squadre a Londra e poi ai Mondiali di Antalya nel 2009 (bronzo individuale) e di Parigi 2010 (argento individuale), la 25enne brianzola può finalmente festeggiare il trionfo atteso da quattro anni. “Riesco solo a dire: finalmente! – ha commentato a caldo la Errigosono salita su tutti i gradini del podio ma il primo iniziava a essere un tabù. Ora finalmente salgo su. Ho preparato a lungo questo Mondiale, superando un momento difficile nel corso della stagione. Se penso che per lunghi mesi sono stata, per scelta, senza maestro, è una soddisfazione doppia. Adesso negli ultimi ritiri ho lavorato col maestro Giulio Tomassini, che mi ha dato le dritte giuste e anche oggi in gara ho seguito i suoi consigli“.

Guarda al futuro e alle olimpiadi di Rio 2016, invece, Valentina Vezzali che ha compiuto un vero e proprio capolavoro: nonostante le poche settimane di allenamento, è giunta sino ai quarti di finale, prima di essere sconfitta, come detto, da Arianna: “Sono contenta di come è andato questo Mondiale dove ho cercato di andare avanti il più possibile – le sue parole – d’altronde dopo soli 30 giorni di allenamento non potevo dare di più. Però per me, questo è il punto di partenza, il punto di arrivo sarà Rio“.

Nella sciabola maschile è stato Enrico Berrè il migliore degli azzurri. Il più giovane della delegazione italiana con i suoi 21 anni, già bronzo poche settimane fa agli Europei, si ferma ai piedi del podio, ma dimostra di essere un talento enorme su cui si potrà contare nel futuro. Un quinto posto buono dopo una sconfitta netta, giunta ai quarti, contro il romeno Dolniceanu, n.5 del tabellone, con il punteggio di 15-4. Si sono fermati nel tabellone dei 16, invece, Luigi Samele (sempre per opera di Dolniceanu) ed Aldo Montano, mentre prima di loro era stato eliminato a sorpresa la testa di serie numero 1, Diego Occhiuzzi. Il vicecampione olimpico è stato superato dal georgiano Sandro Bazadze per 15-14, al termine di un assalto condizionato da alcune decisioni arbitrali dubbie. L’oro è andato al russo Veniamin Reshetnikov, in finale sul connazionale Kovalev, già bronzo olimpico. Sconfitto in semifinale, da Kovalev, e quindi poi di bronzo assieme al rumeno Dolniceanu, l’idolo di casa, e campione olimpico, Szilagy. Semifinali e finalissima di altissimo livello tecnico.

Giovedì 8 agosto la quarta giornata di gare dei Mondiali di Budapest sarà interamente dedicata alla spada. Si comincia con la prova maschile. Alle 8.30 saliranno in pedana Paolo Pizzo, Enrico Garozzo e Matteo Tagliariol. Alle 13.30, invece, sarà la volta della spada femminile, dove l’Italia affida le proprie speranze alle quattro azzurre: Rossella Fiamingo, Bianca Del Carretto, Francesca Quondamcarlo e Mara Navarria, altra neo-mamma d’assalto.