Seconda giornata e primi medaglie azzurri ai Mondiali di nuoto in vasca corta in pieno svolgimento a Doha, in Qatar. Come previsto, sono le staffette a regalare grandi soddisfazioni ai colori azzurri. E Di Pietro e Orsi volano in finale…

PRIME GIOIE

La festa italiana comincia in… coda, dopo le ultime due finali, prima con la medaglia d’argento della 4×200 stile libero maschile e poi con quella di bronzo della 4x50 mixed mista. In totale, per gli azzurri, due podi, sei record italiani, sette primati personali e il passaggio in finale delle frecce Marco Orsi e Silvia Di Pietro con il quarto tempo rispettivamente dei 50 stile libero e 50 farfalla. Il nuoto italiano ritrova la 4×200 stile libero, che ai Mondiali del 2006 si prese l’oro con i gemelli Rosolino e Brembilla, ma anche con Cassio e l’eterno Magnini, ancora in splendida forma. Dopo la medaglia di bronzo conquistata ai campionati mondiali di Manchester il 10 aprile 2008 in 6’58″39, gli azzurri tornano sul podio iridato con una squadra che ha nel capitano e pluricampione mondiale ed europeo Filippo Magnini il collante col glorioso passato e in Andrea Mitchell D’Arrigo e Nicolangelo Di Fabio (37 anni in due) le ali per volare in futuro.

FINALE

Confermata in toto dopo la spallata allo storico record caduto col miglior tempo delle batterie (dal 6’58″39 al 6’54″70), gli azzurri vanno oltre il prevedibile e conquistano l’argento con il record italiano di 6’51″80 e prestazioni mirabolanti. Andrea Mitchell D’Arrigo apre i giochi col primato personale di 1’42″77 (passaggi 24″35, 50″37, 1’16″53) nonché terzo tempo mai nuotato in Italia e secondo in tessuto solo all’ 1’42″54 del Filippo Magnini d’oro dei campionati europei di Helsinki 2006, anno tra i due titoli mondiali in lunga dei 100 stile libero. Il 19enne romano dell’Aurelia che si allena con i Gators di Gregg Troy cresce ad ogni tuffo e cambia con Marco Belotti in seconda posizione. Il 26enne bresciano di stanza a Roma, tesserato per Forestale e CC Aniene ed allenato da Massimo Meloni, perde due posizioni contro i mostri Ryan Lochte, statunitense, ed il russo Danila Izotov, ma mantiene gli azzurri in lotta con una frazione da 1’43″98. Il 18enne di Lanciano Nicolangelo Di Fabio sfrutta adrenalina e scia e in proiezione sbriciola il suo primato personale per l’ 1’42″98 con cui dà il via a Filippo Magnini. Il 32enne velocista di Pesaro, che si allena al centro federale di Verona insieme alla compagna Federica Pellegrini, parte con un ritardo di 2″59 dal russo Viascheslav Andrusenko, primo; a un secondo dal sudafricano Leith Shankland, secondo; a 91 centesimi dallo statunitense Tyler Clary, terzo. Comincia una rimonta sensazionale e chiude con un frazione da 1’42″07 per un secondo posto che poteva essere anche di più se la vasca fosse stata trenta metri più lunga. L’oro è americano e dista solo 12 centesimi; Russia alle spalle per 16 centesimi; Sud Africa fuori dal podio. E’ un’impresa meravigliosa che riporta l’Italia sul podio della 4×200 dopo la medaglia d’oro di Shanghai 2006 appunto (Massimiliano Rosolino, Matteo Pelliciari, Nicola Cassio) e il bronzo di Manchester 2008 (Massimiliano Rosolino, Emiliano Brembilla, Nicola Cassio). A chiudere c’era Filippo Magnini. Allora come oggi. Con un’esemplare carriera da raccontare e continuare a scrivere con la gioia di nuotare.

MISTA MISTI

A seguire la mista mixed si conferma terza forza in finale e si mette alle spalle gli Stati Uniti. Niccolò Bonacchi (che in precedenza aveva stabilito il record italiano nei 50 dorso con la prima frazione della staffetta mista in 23″39) apre la staffetta in 23″58, seguito dal 25″55 di Fabio Scozzoli (interessante in previsione della gara individuale di sabato) e dai 25″22 di Silvia Di Pietro (diventata primatista italiana col quarto tempo delle semifinali dei 50 farfalla in 25″43) e dal 23″55 di Erika Ferraioli, che detiene il primato italiano insieme a Cristina Chiuso in 24″37… si sentono scricchiolii. Con il tempo di 1’37″90 gli azzurri abbassano ancora il record italiano che in batteria avevano portato sull’1’38″91 con Simone Sabbioni in prima al posto di Bonacchi e il suo 23″91 che sarebbe primato personale se non fosse per le regole FINA che disciplinano le prime frazioni delle staffette miste. Fuori dal podio gli Stati Uniti primatisti del mondo, quarti in 1’38″16, e la Russia campione d’Europa, quinta in 1’38″93. Medaglia d’oro al Brasile in 1’37″26 e d’argento alla Gran Bretagna in 1’37″46.

GARE INDIVIDUALI

Si confermano Marco Orsi nei 50 stile libero e Silvia Di Pietro nei 50 farfalla. Il ‘bomber’ di Budrio vince la prima semifinale in 21″07, cinque centesimi in più del tempo delle batterie e sette dalla migliore prestazione italiana in tessuto che ha nuotato due volte nel 2010 e 2013. Nella seconda semifinale, però, il brasiliano Cesar Cielo (20″80), il russo Vladimir Morozov (20″88) e il francese Florent Manaudou (20″93) scendono sotto i 21 secondi e si candidano alla medaglia. Lo sprinter italiano – tesserato per Fiamme Oro e Uisp Bologna ed allenato da Roberto Odaldi – è in piena crescita, come dimostrano le frazioni lanciate nella 4×100 di 46″00 in batteria e 45″39 in finale, e sa che dovrà attaccare il suo record italiano gommato di 20″93 del 2009 per ambire a qualcosa di più di un piazzamento di prestigio. Sarebbe un bel regalo per il 24esimo compleanno che festeggerà il prossimo 11 dicembre. Autorevole il record italiano di 25″43 nuotato nella seconda semifinale con 19 centesimi in meno al precedente limite di 25″62 stabilito da Ilaria Bianchi l’11 agosto 2013 in coppa del mondo, a Berlino, e 23 centesimi in meno al personale già ritoccato in batteria di 12 centesimi. Di Pietro – tesserata per Forestale e CC Aniene ed allenata da Nirko Nozzolillo – si giocherà la medaglia con l’olandese Inge Dekker (25″31) e la cinese Lu Ying (25″50); difficile ipotizzare che possa osare di più con la danese Jeanette Ottesen (24″91) e la svedese Sarah Sjoestroem (25″02) che si dovrebbero sfidare per il successo sino all’ultima bracciata. I centesimi che ha lasciato con la virata lunga e l’arrivo corto potrebbero fare la differenza. Venerdì è in programma la terza giornata, giro di boa dei campionati mondiali. Batterie dalle 7.30 in diretta su Rai Sport 1. Semifinali e finali in diretta dalle 16 su Rai Sport 2. Diretta streaming su www.fina.org. Risultati disponibili in tempo reale su www.omegatiming.com.

RECORD DEL MONDO

Altri tre primati Mondiali caduti. Stavolta Katinka Hosszu si prende di rabbia e di forza l’oro con il record mondiale nei 100 dorso in 55”03 e cancella uno dei limiti che resistevano dai tempi dei superbody, anno 2009. Un margine significativo per la magiara che le aveva prese due volte ieri dalla spagnola Belmonte: l’argento è dell’australiana Seebohm a 28/100, il bronzo dell’ucraina Zevina a 51/100. Poi Katinka si rituffa per gli 800 sl e perde per la terza volta dalla spagnola Mireia Belmonte, autrice di 8’08”41 (record dei campionati, ai 400 4’05”60). Con la catalana salgono sul podio Jazz Carlin e l’allieva di Lucas, l’olandese Sharon Van Rouwendaal. I 100 rana passano dall’oro di Fabio Scozzoli a Istanbul 2012 alle mani di Felipe Franca Silva, un torello che resiste negli ultimi metri all’attacco forsennato del britannico Adam Peaty, rimasto a 6 centesimi e con il francese Giacomo Perez Dortona di Bronzo a 56”78. Chad Le Clos, dopo i 200 sl, si prende pure i suoi 100 farfalla in 48”44 e dunque cancella il record mondiale di 48”48 (che resta solo europeo) del collega di podio olimpico, il russo d’Italia Evgeny Korotshkin, che cade in piedi, scende cioè ancora sotto i 50”, lotta ed quarto in 49”88 davanti a Lochte (settimo). Ruta Meilutyte, olimpionica lituana diciassettenne, trionfa nei 50 rana in 28”84, e sfiora di 4 centesimi il record mondiale dell’americana Soni, ma la sua è la terza prestazione di sempre nonché record dei campionati: per 7 centesimi si arrende la specialista giamaicana Alia Atkinson, per 89 l’olandese Nijhuis. Daiya Seto vince il derby nipponico dei 400 misti per 4”84 contro il più quotato Hagino in 3’56”33. Il bronzo è dell’ungherese David Verraszto in 4’01”82, il cui crono per 18 centesimi migliore lascia sotto il podio il compagno di allenamento di D’Arrigo a Gainsville, il sudafricano Rousseau. Un virus aveva steso in mattinata Federico Turrini, medagliato europeo in vasca lunga.

RISULTATI —

Finali Uomini.

  • 100 dorso: 1. Larkin (Aus) 49”57; 2. Kawecki (Pol) 50”11; 3. Grevers (Usa) e Irie (Gia) 50”12; 5.
  • 100 farf.: 1. Le Clos (Saf) 48”44 (rec. mond., prec. 48”48 Korotyshkin, Rus, del 15-11-’09 a Berlino, pas. 22”59); 2. Shields (Usa) 48”99; 3. D’Orsogna (Aus) 49”60;
  • 100 rana: 1. Franca Silva (Bra) 56”29 (rec.cam.); 2. Peaty (Gb) 56”35; 3. Perez Dortona (Fra) 56”78;
  • 400 mx: 1. Seto (Gia) 3’56”33; 2. Hagino (Gia) 4’01”17; 3. D.Verraszto (Ung) 4’01”82;
  • 4×50 mx: 1. Brasile 1’30”51 (Guido, 23”42, Franca 25”33, Santos 21”68, Cielo 20”08) 1’30”51 (rec. mond., prec. 1’32”78 Rus, batteria, prec. 1’33”65 Italia del 12-12-2013 a Herning); 2. Francia 1’31”25; 3. Usa 1’31”83;
  • 4×200 sl: 1. Usa 6’51”68; 2, Italia 6’51”80 (D’Arrigo 1’42”77, Belotti 1’43”98, Di Fabio 1’42”98, Magnini 1’42”07, rec. ital. prec. bat. 6’’54”70, prec. 5’58”39 del 2008); 3. Russia 6’51”96;

Donne -

  • 800 sl:1. Belmonte (Spa) 8’03”41 (rec. camp.); 2. Carlin (Gb) 8’08”16; 3. Van Rouwendaal (Ola) 8’08”17;
  • 100 dorso: 1. Hosszu (Ung) 55”03 (rec. mondiale, prec. 55”23 Sakai, Gia, del 15-11-2009 a Berlino), rec. europeo, prec. 55”38 del 28-8- a Doha); 2. Seebohm (Aus) 55”31; 3. Zevina (Ucr) 55”54;
  • 50 rana: 1. Meilutyte (Lit) 28”84 (rec. cam.); 2. Atkinson (Giam) 28”84; 3. Nihuis (Ola) 29”64; 4. Pickett (Aus) 29”83; 5. Johnasson (Sve) 29”99.