Dopo l’impresa della nazionale in terra di Scozia nell’ultima giornata del Sei Nazioni, continuano le buone notizie per il rugby italiano. E’ di oggi, infatti, la notizia che la Federazione ha intenzione di correre per i Mondiali di rugby 2023, decima edizione della rassegna iridata della palla ovale. “Formalizzeremo il nostro interesse a World Rugby, come previsto dalle regole di partecipazione al processo di candidatura, il prossimo maggio“, ha dichiarato Alfredo Gavazzi, presidente della FIR, “ma, in virtù anche dell’appoggio già garantitoci dal CONI, voglio da subito confermare la nostra intenzione a candidarci per ospitare in Italia i Mondiali del 2023“.

La crescita del rugby in Italia negli ultimi anni, i risultati di pubblico ottenuti nell’organizzazione del Sei Nazioni e dei Test Match autunnali, le esperienze con i Mondiali U20 del 2011 e del prossimo giugno“, continua Gavazzi, “sono solo alcuni dei punti fermi alla base della candidatura italiana. Sono certo che, oggi, il rugby italiano abbia tutto quanto è necessario per organizzare una indimenticabile Rugby World Cup e che tutto il movimento, nei prossimi due anni, lavorerà per far sì che anche questo sogno possa divenire realtà“.

Naturalmente, tra l’annuncio della candidatura e l’effettiva assegnazione di una simile manifestazione, c’è la stessa distanza che passa tra il dire e il fare. La nota balbuzie italica a livello di politica dello sport ci è già costata caro in passato, per non parlare della carenza sistemica dal punto di vista delle infrastrutture e degli impianti. Come se non bastasse, in questa particolare circostanza c’è da fronteggiare la concorrenza di paesi rugbisticamente più evoluti del nostro, e conseguentemente molto più forti a livello diplomatico. Sudafrica e Irlanda, per esempio, possono contare su una tradizione e un’organizzazione a prova di bomba, e anche newcomers come Argentina e Stati Uniti sembrano oggettivamente costituire prospettive più allettanti. Ma un tentativo deve essere fatto. Il paese organizzatore verrà annunciato nel maggio del 2017.