L’armadillo antropomorfo, mascotte dei prossimi Mondiali di calcio che si terranno in Brasile dal 12 giugno al 13 luglio 2014, ha finalmente un nome: Fuleco. Lo ha annunciato la Fifa, secondo la quale la crasi delle parole brasiliane “futebol” ed “ecologia” ha avuto la meglio, nel sondaggio online promosso dalla federazione stessa, su “Zuzeco” e “Amijubi”, ottenendo il 48% delle preferenze totali dei quasi 2 milioni di brasiliani che hanno partecipato al poll.

Nel settembre scorso, il Comitato organizzatore aveva scelto come simbolo iconografico della rassegna iridata una rara specie di armadillo indigeno, il Tolypeutes trincinctus, conosciuto come tatu-bola, che ha la caratteristica di appallottolarsi e rotolare via in caso di pericolo. Una scelta azzeccata, anche perché volta a sensibilizzare l’opinione pubblica brasiliana sull’importanza della conservazione delle specie in via di estinzione. Negli ultimi anni, prima con Lula e ora con Dilma Rousseff, il paese sudamericano ha impresso una svolta decisamente “verde” alla propria politica ambientale.