Continua il viaggio di avvicinamento ai Mondiali in Brasile sugli aspetti riguardanti l’organizzazione dell’evento più importante del 2014. Il 5 giugno di due anni fa è entrata in vigore la Lei Geral da Copa, detta anche legge speciale per la Coppa del Mondo, in cui il governo federale e la FIFA hanno stipulato un accordo che prevede l’attuazione di speciali provvedimenti legislativi provvisori per garantire gli interessi del governo del calcio e dei suoi partner. Il dibattito intorno a questa legge è stato molto intenso sugli organi di informazione brasiliani. Oltre al capitolo legato alla costruzione degli stadi, i punti più contestati sono i seguenti:

- La zona di esclusione: la FIFA ha stabilito un’area con raggio fino a due chilometri intorno a ciascuno stadio come suo territorio di competenza in cui controlla la circolazione delle persone, la vendita di prodotti e alimentari proibendo qualsiasi oggetto non autorizzato e protegge l’esclusività del suo marchio. Il rischio è che si ripeta quanto successo al Mondiale in Sudafrica con centomila venditori ambulanti che hanno perso la propria fonte di reddito. Dopo una lunga disputa, il governo mondiale del calcio ha ottenuto il permesso di far entrare negli stadi la birra Budweiser, sponsor principale dell’organizzazione, nonostante lo Statuto del Tifoso che vieta la vendita di bevande alcoliche negli impianti brasiliani.

- Le eccezioni legali: l’introduzione di reati specifici per la riproduzione o la falsificazione dei simboli della FIFA e la diffusione dei prodotti non ufficiali legati alla Coppa del Mondo che prevedono la reclusione da tre mesi ad un anno oltre a un’ammenda. La FIFA si è messa al sicuro dal rischio di perdere milioni di euro in royalties in uno dei Paesi più colpiti dalla pirateria commerciale. Il governo, inoltre, si assume la responsabilità per danni in relazione a inconvenienti o incidenti connessi alla sicurezza della manifestazione tranne nei casi in cui la FIFA abbia direttamente contribuito al verificarsi del danno. All’interno degli stadi la sicurezza è fornita da aziende private scelte dalla FIFA che metteranno a disposizione 53.000 guardie di sicurezza pagate dal governo brasiliano. Oltre a questo provvedimento la FIFA ha indicato una serie di individui ed aziende che sono esentati dal pagamento delle tasse.

- Il terrorismo da panico generalizzato: il progetto di legge include l’introduzione del reato di terrorismo, che non esiste nella Costituzione brasiliana, prevedendo pene severe per chi promuove il panico generalizzato. Per i movimenti sociali, il testo vago del provvedimento favorirebbe la criminalizzazione delle manifestazioni democratiche inquadrabili proprio come una causa di panico generalizzato con pene previste fino a 30 anni di carcere. La preoccupazione è dettata anche dall’aumento della violenza della polizia registrato nelle manifestazioni durante la Confederations Cup e dai migliaia di armamenti non letali che il governo federale ha acquistato dalla Condor, azienda brasiliana già fornitrice degli armamenti usati contro i manifestanti in Turchia. Nel discorso ufficiale fatto dai suoi sostenitori, la norma anti-terrorismo è stata descritta come una misura volta a garantire la sicurezza dei turisti.

Nei giorni scorsi la Corte Suprema Federale (STF) ha stabilito di mantenere in vigore la Lei Geral da Copa respingendo l’azione presentata lo scorso anno dall’Ufficio del Procuratore Generale. Il presidente del tribunale, Joaquim Barbosa, ha però criticato la FIFA visto che concedere un’esenzione fiscale alle imprese private coinvolte nell’evento è illegale: “Vengono concesse deroghe a un soggetto privato su cui nessuno ha controllo”. Secondo il ministro Ricardo Lewandowski la legge è costituzionale perché, in particolari situazioni di grave rischio per il pubblico, lo Stato può essere ritenuto responsabile. La questione principale riguardava la responsabilità civile per i danni derivanti da incidenti eventi relativi alla sicurezza: la conclusione a cui è giunta la STF è che il governo non sarà responsabile se la FIFA ha in qualche modo motivato il danno. Come faranno a dimostrarlo non è dato saperlo.

Il dibattito continua ininterrottamente: per i sostenitori della FIFA, tra cui la CBF, è stato giusto cedere a coloro che hanno portato il più grande evento sportivo del pianeta in Brasile mentre i più critici, tra cui non mancano diversi esponenti del governo federale, sostengono che le imposizioni mettono a repentaglio la sovranità nazionale violando diversi diritti civili dei cittadini. Le richieste della FIFA fatte al governo brasiliano rischiano di creare uno ‘Stato parallelo’ durante il torneo.

LEGGI ANCHE

Mondiali: gli stadi e il concreto rischio elefanti bianchi

Gaffney “Il modello di business della FIFA è molto ingiusto”

Mondiali Brasile 2014: le spese esorbitanti che la popolazione non vuole

Mondiali Brasile 2014: un Paese che protesta per tanti e validi motivi

Tornano le proteste ma Rousseff assicura “Garantisco io”

Mondiali: la festa che non può esserci in un clima infuocato

Mondiali: aumentano le proteste “Non ci sarà nessuna Coppa”

Banana a Dani Alves: su Twitter #siamotuttiscimmie contro il razzismo