E’ finita. La Germania ha battuto 1-0 l’Argentina vincendo così la Coppa del Mondo. Se c’è una cosa che adoro quando finisce un Mondiale è stilare l’alfabeto. Lettera per lettera tutte le cose che ricordo del mese appena vissuto. Con un pizzico di ironia, così, tanto per riderci sopra. Buona lettura (spero).

A come Argentina che usa due moduli molto interessanti. Il primo è “palla a Messi”, il secondo è “speriamo che ci pensi Messi”. Per tutto il resto c’è Mascherano che mena come un fabbro. Bravi bravi.

B come Balotelli, grande protagonista di questo Mondiale brasiliano. Prima ha finito l’album della Panini solo con le sue figurine, poi ha inveito su tutto e tutti sui social. Alla fine ha pure imbracciato il fucile. Un genio.

C come Cillessen, che è il portiere titolare della grande Olanda, ma tutti conoscono Krul che ha parato i rigori con la Costa Rica. Destino ingrato.

D come David Luiz, che il PSG ha pagato come un diamante grosso come una mela. Peccato che oggi abbia le sembianze di un bidone con la parrucca.

E come Ecuador, che per tutto il suo Mondiale si è fatto spedire banane direttamente da casa. Banane tutti i giorni. Se lo sapeva Balotelli li tacciava di becero razzismo su Instagram per una intera settimana.

F come Fisioterapista infortunato. Il mio idolo assoluto. E’ uscito di scena al gol dell’Inghilterra contro i nostri ragazzi. Ma resterà impresso per sempre nella mia memoria. Grazie di esistere.

G come Götze. Alla fine lo decide lui il Mondiale. Strapagato dal Bayern, non ha mai dimostrato davvero il suo valore. Ai margini per tutto il torneo, entra nella finalissima e fa esplodere la Germania. “Sembra Gary Barlow” dice una persona che conosco. Oggi i Take That sono teutonici.

H come Howard. Testa rasata, barba lunga e Sindrome di Tourette. Una bella storia condita da un tocco hipster.

I come Italia. Non poteva mancare. La nostra super Nazionale capace di farci ridere come neanche Zelig. Tanta roba. Merito del grande Prandelli, che neanche il tempo di fare le valige è volato in Turchia con occhiali, naso e baffi finti per non farsi riconoscere. Stai pure lì.

J come James Rodriguez. Vincitore indiscusso del Mondiali. Un ragazzetto con tanta voglia di ballare e colpi di genio. Il suo gol resta il più bello del torneo. Diventerà un campione. Non come Balotelli.

K come Krul. Entra con la Costa Rica per parare i rigori. E finisce che li para veramente. Il Grobbelaar dei tempi moderni.

L come Leo Messi. Il nanetto argentino segna, fai i numeri con l’Iran e porta la sua Argentina agli ottavi. Peccato che alla fine non risulti mai davvero decisivo quando le cose contano. Maradona è un altro pianeta. In finale ha giocato? No Barça, No Messi. Ciao Pulce.

M come morso di Suarez. Chiellini lo ha perdonato, ma è bellissimo ricordare come frignava quel giorno con l’Uruguay. Internet ha trasformato il morso in un meme storico. Se in futuro giocherà con la museruola sarà una grossa perdita per tutti. Buon appetito.

N come nipponici. Ora sappiamo che l’idromassaggio non fa bene. Hanno chiesto una vasca Jacuzzi in tutte le stanze. Abbiamo visto come è finita.

O come Olic. Lo sbatto nell’alfabeto mondiale perché trascinava la Croazia nel 2002 ed oggi è ancora lì tra i migliori. Uno dei più grandi giocatori del mondo… più sottovalutato di sempre.

P come Paolo Ferrari. Il suo faccione ha riempito la nostra tv per tutto il Mondiale. Meno riflettente di qualche anno fa, ma sempre piacevole da guardare. Quando accennava un passo di samba sentivo l’irrefrenabile voglia di cambiare canale. L’ho detto.

Q come quanti ne prende il Brasile? Una domanda che ci faremo a lungo. Credo che da domani molte squadre vorranno organizzare qualche amichevole con la Seleçao. Fare bella figura senza sudare torna sempre comodo.

R come Rizzoli. Uno degli arbitri più discussi del nostro campionato ha diretto la finalissima mondiale. A volte essere scarso ti porta sul tetto del mondo. Vai a capire il destino.

S come sette gol presi dai verdeoro. La partita con la Germania resterà per sempre nella storia del calcio. Con i brasiliani piange anche la 7up, che non venderà più una sola lattina in tutto il Brasile.

T come Twitter usato da Rihanna per trovare qualcuno da castigare nel suo lettone. Melissa Satta e la moglie di Romero sono già partite per una spedizione punitiva.

U come uso scriteriato dei social network. I social vanno usati in modo corretto. Per studiare gli errori più comuni del web 2.0 vi basta seguire Balotelli. Non sbaglia un colpo.

V come videogame: il Portogallo aveva chiesto una playstation in ogni camera. Pare abbiano vinto 6 Mondiali in una sola settimana.

W come web. La Svizzera ha chiesto internet super veloce e wifi super performante. Pare che Balotelli si aggirasse giorno e notte nei corridoi del loro albergo. Chissa perché.

X come Xavi. Perché con la X ci sta bene lui. E perché la Spagna ha fatto ridere, ma i suoi compagni hanno dato la colpa solo a lui. Capro espiatorio.

Y come Yepes. Classe ’76 ha tenuto in piedi la difesa colombiana fino ai quarti con il Brasile. Noi abbiamo puntato su gente più fresca (e meno capelli) come Paletta. Siamo bravi.

Z come Zuniga. Merita la chiusura. Perché con una ginocchiata ben assestata ha in pratica chiuso i giochi della Seleçao. Ha steso Neymar e una nazione intera. Fossi in lui non metterei più piede in Brasile per il resto della vita. Non vale la pena rischiare.

Con questo è tutto. Ci vediamo tra 4 anni in Russia. Pare che Putin abbia già deciso le squadre qualificate, i gironi, il tabellone eliminatorio e la finale. A lui piace pianificare. Così dicono.

Silvio De Rossi su GooglePlus, Twitter e Facebook

n.b.
Blogger Inside è una rubrica nonsense, nata senza un senso (appunto, nonsense) apparente. Chiedo scusa a tutti quelli che hanno le idee sempre (troppo) chiare. Peace.

UTILE:
Social Network: 5 cose da non fare su Facebook (secondo me).