Prosegue il nostro viaggio di avvicinamento ai Mondiali in Brasile sugli aspetti riguardanti l’organizzazione dell’evento più importante del 2014. In molti casi gli sgomberi forzati sono conseguenza di una riqualificazione del territorio legata a nuovi progetti di mobilità urbana: secondo l’ANCOP i piani di urbanizzazione imposti dalla FIFA non prendono in considerazione i contesti sociali e le necessità delle popolazioni locali attuando un processo di gentrificazione o ‘igienizzazione sociale’. Il problema della mobilità urbana genera, peraltro, un circolo vizioso: un mezzo pubblico caro e di scarsa qualità crea un processo di isolamento sociale che si traduce in una lentezza delle città e a sua volta provocherebbe uno scarso interesse in investimenti futuri.

L’inefficienza della gestione pubblica del servizio è da attribuire alla mancanza di trasparenza e chiarezza nei confronti della società civile ed è sovente legata a casi di corruzione. Da tenere in considerazione anche l’aspetto traffico: dal 2011 al 2013 il flusso di veicoli è aumentato di oltre il 10% passando dai 70,5 milioni ai 77,8 milioni, riflesso dell’aumento della qualità della vita di una parte della popolazione. Di conseguenza sono aumentati gli ingorghi e il tempo medio di uno spostamento in città. Le condizioni del traffico nelle più grandi città brasiliane sono critiche soprattutto a Rio de Janeiro e a San Paolo (qui il TomTom Traffic Index 2014:) con l’ingorgo record di 209 chilometri nei giorni scorsi causa sciopero della metro.

Da qui si può capire l’importanza e le aspettative riposte nei 53 progetti di mobilità urbana, ovviamente subito deluse. In primis perchè i progetti sono stati concentrati intorno agli stadi e studiati per migliorare l’afflusso su strade e viadotti che partono dagli aeroporti e dagli hotel per arrivare alle sedi delle gare, una scelta che difficilmente sembra privilegiare la mobilità urbana quotidiana. Un esempio è il caso di Itaquera, nella parte orientale di San Paolo, dove le infrastrutture richieste dalle comunità locali sono state negate per garantire un migliore accesso allo stadio della città.

Il resto, unito ai clamorosi ritardi per gli stadi, lo hanno fatto la lentezza e la cancellazione di alcuni progetti: a otto mesi dai Mondiali solo quattro dei 53 progetti erano stati ultimati mentre il piano iniziale del governo prevedeva il completamento delle opere entro la fine del 2012, obiettivo che nessuno è stato in grado di raggiungere. Dopo la Confederations Cup si contavano tredici progetti accantonati perchè non sarebbero stati ultimati in tempo utile per la rassegna mondiale. Alla vigilia del torneo iridato, il dato è ancor più incredibile: solo il 50% delle opere di mobilità sono state consegnate, le altre sono state da poco inaugurate o sono incomplete. Manaus, la città che aveva ricevuto inizialmente più fondi per la mobilità urbana, ha visto svanire sia il progetto della monorotaia che quello del Bus Rapid Transit. A Rio la consegna di tre progetti su quattro è solo parziale mentre la stazione multimodale dovrebbe aprire domenica, a Coppa in corso. Da brivido anche la situazione degli aeroporti: dei tredici scali delle dodici città ospitanti (due a San Paolo) solo nove sono stati consegnati nei tempi.

Il livello di insoddisfazione è così grande che durante la Confederations Cup è stata coniata una nuova espressione tra i brasiliani: “Imagina na Copa” (letteralmente significa “immaginatevi durante la Coppa” inteso come “pensate a cosa potrà accedere durante la Coppa”), una frase provocatoria verso le sfide che le città e gli aeroporti saranno chiamate ad affrontare nel periodo mondiale. In questa espressione è racchiuso anche il timore che i turisti subiscano azioni di microcriminalità e di violenza, già verificatesi peraltro 12 mesi fa. Da questo detto è nato un movimento che si pone l’obiettivo di far conoscere gli imprenditori locali, organizzare workshop e laboratori in cui esprimere il proprio talento e rendere la città di più vivibile e a misura di turista attraverso una rete di segnaletica e informazioni precise e di un piccolo sistema a di raccolta differenziata.

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