MOSCA – Convinta, decisa, sciolta: Alessia Trost esordisce in sicurezza al suo primo mondiale tra le grandi, lei che è campionessa iridata jr ed europea under 23, nel salto in alto, superando le qualificazioni nella mattinata di giovedì 15 agosto, a Mosca, senza commettere nemmeno un errore. Percorso netto per l’italiana, come si direbbe in equitazione: salti riusciti a 1,78; 1,83; 1,88; 1,92. Nelle prime due misure (1,78 e 1,83), la friulana si presenta con la calzamaglia, simbolo della fiducia per i saltatori in alto. L’azzurra supera con grande ampiezza l’asticella in entrambe le occasioni. A 1,88 le cose si fanno più serie (e infatti sparisce la calzamaglia): anche in questo caso l’italiana non ha problemi. Il sorriso liberatorio che appare sul suo volto è la dimostrazione della tensione che finalmente si scioglie.

Trost 2

(Grazie all’ufficio stampa Fidal).

La qualificazione, per come vanno le cose sulle due pedane (soprattutto sulla B, l’altra rispetto a quella in cui è impegnata la Trost, dove fioccano gli errori) sembra avvicinarsi alla misura decisiva, l’1,92. A questa quota, Alessia è promossa ancora una volta al primo tentativo, anche se, complice probabilmente uno stacco leggermente lontano dai ritti, sfiora l’asticella nella fase di discesa. Solo una leggera vibrazione, nulla di più. La qualificazione sembra già in tasca. Fanno gara priva di errori, nel gruppo dell’azzurra, le russe Gordeeva e Chicherova (quest’ultima campionessa olimpica e mondiale in carica), e la svedese Green; nell’altra pedana, le imitano la russa Shkolina (la terza in gara), la lituana Palsyte e la spagnola Beitia, mentre la Barrett (Stati Uniti), prima di superare l’1,92, si concede addirittura tre salti per passare 1,83! L’1,92 diventa ufficialmente la misura di qualificazione: la passano in 13, con le ultime tre pari merito in undicesima posizione. Non c’è bisogno di andare oltre. Appuntamento alla finale di sabato sera, ore 16 in Italia, 18 a Mosca. Si ricomincerà da zero.

Così Alessia: “In pedana ero tranquilla e mi sentivo bene. Le sensazioni sono state diverse più che nel fisico, a livello interiore. E’ stato bello, mi sono sono sentita positiva, senza pressioni anche perchè sono riuscita a ridurre al minimo quella interna. Tecnicamente mi è sembrato di balzare nel penultimo appoggio. Ne parlerò ora con il mio tecnico Gianfranco Chessa e cercheremo subito di mettere a punto questo dettaglio. Chicherova in qualificazione è stata super, facile e leggera come sempre. La Barrett ha fatto 1,83 alla terza, ma in finale sarà per tutte un’altra storia. L’ho imparato sulla mia pelle proprio qui a Mosca ai Trials per i Giochi Olimpici Giovanili del 2010. La Kuchina, la mia storica rivale, in qualificazione aveva fatto 1,82 all’ultima prova, ma in finale era volata ad 1,95. La pedana è fantastica. L’ingresso allo stadio è stato emozionante, ma quando siamo entrare era ancora vuoto e non mi ha condizionato più di tanto. Adesso voglio stare un po’ tranquilla e soprattutto farmi una bella dormita. Ho bisogno di recuperare un po’ di sonno, ma poi voglio tornare a vedere le gare perchè mi caricano“.

Niente da fare, invece, per Marta Milani nelle batterie degli 800 metri (2:02.41) e Gloria Hooper in quelle dei 200 (prima delle escluse, nonostante lo stagionale portato a 23.10). Nel pomeriggio, alle 17.05 italiane, in gara la staffetta 4×400 maschile, impegnata nelle batterie.

Tutte le foto sono Colombo/Fidal