L’Italia ci prova, con poche frecce al proprio arco. Senza Straneo, vice-iridata uscente nella maratona, Greco, Trost, Del Buono (non da medaglia probabilmente a questi livelli, ma avrebbe fatto un’esperienza importantissima) l’Italia dell’atletica leggera, come spesso è capitato negli ultimi tempi si affida alla strada, principalmente, e al duo del salto in alto Tamberi-Fassinotti.

MARCIA E MARATONA

Sono 32 gli atleti azzurri sbarcati in Cina. Eleonora Anna Giorgi, con le colleghe Palmisano e Rigaudo (bronzo a Pechino 2008 e rientrata a grandi livelli dopo la maternità) rappresenta probabilmente la più grande speranza di medaglia in ottica azzurra, nella 20km di marcia. Ha ritoccato due volte il primato italiano, è in forma, dovrà guardarsi dalle cinesi padrone di casa principalmente, ma ha una grande chance dato il forfait delle marciatrici russe. Anche le sue compagne non sono da meno. Il caldo e l’umidità saranno due fattori importantissimi che potrebbero scombinare i piani delle principali favorite. La milanese si è allenata benissimo per queste condizioni, è pronta a giocarsi le sue chance. Daniele Meucci scoprirà sé stesso al cospetto del mondo: ha dominato un anno fa in Europa, ha corso ancora pochissime maratone in carriera, ma ha classe, lucidità tattica, testa e voglia di vincere. In questa specialità l’Italia ha una grande tradizione e il passato ha dimostrato come a volte, proprio su questa distanza, le ‘gazzelle’ africane siano in determinate condizioni più battibili rispetto alla pista. All’azzurro difetta però esperienza a questi livelli nella specialità. Sarà un banco di prova molto importante in ottica Rio de Janeiro 2016.

PISTA

In pista le chance azzurre da medaglia sono ridotte al lumicino, principalmente all’alto maschile, vista la stagione di Gianmarco Tamberi, fresco di primato italiano all’aperto (2.37) e Marco Fassinotti, vincitore in Diamond League con la misura di 2.33. Ma la concorrenza è tremenda, soprattutto per la presenza di Barshim, Bondarenko e Zhang, principale favorito per l’oro. I primi due fenomeni, infatti, sempre tali rimangono, ma non sembrano in forma smagliante. Obiettivo finale per Grenot, La Mantia, Rosa, Lingua, la 4×400 femminile, Benedetti e… qualche sorpresa.