I Mondiali 2022 in Qatar saranno i primi nella storia a giocarsi in inverno, quasi certamente tra novembre e dicembre. Secondo quanto riportato dalla BBC, l’indiscrezione è arrivata direttamente dallo sceicco Salman Bin Ibrahim Al-Khalifa, presidente della Confederazione asiatica e noto sostenitore di Sepp Blatter, nel corso di un meeting FIFA organizzato a Doha per discutere delle varie opzioni. “Siamo lieti di annunciare“, ha detto lo sceicco, “che dopo molte valutazioni e discussioni abbiamo identificato la miglior soluzione per il calendario internazionale 2018-2024“. Una decisione piena di buon senso, come l’ha definita il vicepresidente FIFA Jim Boyce, ma tutt’altro che scontata, visto che parliamo della stessa istituzione che ha deciso di assegnare i Mondiali a un paese calcisticamente nullo come il Qatar, sulla base di requisiti ben rappresentati dalle successive accuse di corruzione.

Mondiali 2022 in inverno

Sul tavolo c’era anche l’ipotesi, peraltro sostenuta dai club europei, di disputare i Mondiali in maggio, tanto per non stravolgere il calendario del calcio continentale, ma le temperature medie previste per quel periodo dell’anno in Qatar sfiorano i 40 gradi, contro i 25 di media di novembre, e sarebbe stata francamente una follia, aria condizionata o meno. L’altra opzione forte era quella di anticipare ulteriormente l’inizio dei Mondiali in gennaio-febbraio. Tuttavia, in questo caso si sarebbe creata una sgradevole sovrapposizione con l’altro grande evento sportivo previsto per il 2022, ovvero i Giochi Olimpici invernali, che si tengono solitamente proprio in febbraio (le due città candidate a ospitarli, Almaty e Pechino, hanno già suggerito il periodo tra il 4 e il 20 febbraio).

Spuntano anche le prime date: 26 novembre per la gara inaugurale, 23 dicembre per la finalissima prenatalizia. Un Mondiale più breve di una settimana, dunque, anche se la FIFA ha già fatto sapere che non verrà modificato l’attuale format da 32 squadre partecipanti e 64 partite totali. Chi dovrà modificare, e non poco, i propri programmi è l’UEFA, nonché le varie federazioni nazionali: novembre-dicembre sono mesi in cui il calcio europeo viaggia a pieno regime e una sospensione prolungata in quel periodo (almeno 10 settimane, contando il ritiro pre-Mondiale e la successiva pausa natalizia) costringerebbe a riversare sui mesi successivi parte del calendario, col risultato che si continuerà a giocare almeno fino alla fine di giugno.