Non bastava il polverone scatenato intorno all’organizzazione di Mondiali in Brasile. Prima che parta il discusso torneo iridato, una bufera senza precedenti si abbatte sulla rassegna di Qatar 2022. L’accusa è pesantissima: corruzione di alcuni votanti per assegnare la competizione al Paese del Golfo Persico.

Ad accusare il malato sistema calcio è l’autorevole Sunday Times che ha rivelato di essere in possesso di prove schiaccianti. Diverse mail dimostrerebbero i pagamenti effettuati dall’allora membro FIFA del Qatar e presidente della Confederazione asiatica, Mohamed Bin Hammam, che in supporto alla candidatura del suo Paese avrebbe pagato 5 milioni di dollari ad altri membri della Fifa per indirizzare il voto: nel dettaglio 1,6 milioni di dollari sarebbero andati a Jack Warner, presidente del Nordamerica, 350mila dollari a Reynald Temari, membro dell’Oceania, per opporsi alla sua sospensione. I restanti soldi sono finiti sui conti di presidenti di federazioni africane. La fonte sarebbe interna alla Fifa.

Per capire meglio la situazione bisogna tornare indietro al 3 dicembre 2010: l’Esecutivo Fifa assegna alla Russia il Mondiale 2018 e al Qatar l’edizione successiva. Una decisione che solleva più di un dubbio visto che i due Paesi non hanno certo i migliori dossier e alle votazioni partecipano solo 22 membri su 24 dell’Esecutivo (due “congelati” per una sospetta mazzetta filmata dal Sunday Times). Si inizia a parlare di “Mondiale dei ricchi” con Inghilterra e Stati Uniti a gridare allo scandalo visto anche la presunta promessa fatta da Blatter di assegnare il Mondiale 2022 agli americani. Alla faccia del codice etico introdotto nel luglio 2012.

Nel 2011 Blatter viene sfidato proprio da Bin Hamman per la presidenza del governo mondiale del pallone ma quest’ultimo viene travolto da uno scandalo di corruzione alla vigilia delle elezioni. Alla squalifica a vita segue la “grazia” del Tas per insufficienza di prove. Intanto si propone un Mondiale d’inverno per via delle alte temperature e le organizzazioni per i diritti umani lanciano un appello per la drammatica situazione dei lavoratori nel Paese. La situazione si fa sempre più complicata e la Fifa affida a Michael Garcia, ex procuratore generale di New York, l’indagine sui voti “comprati” per Qatar e Russia. La relazione finale dovrebbe essere presentata al giudice etico Joachim Eckert il 9 giugno.

Da non sottovalutare l’ipotesi di cambio di ‘host country’: il vicepresidente della Fifa, Jim Boyce, si è detto disposto a scegliere una nuova procedura per l’assegnazione dei Mondiali 2022 mentre i dirigenti qatarioti continuano a respingere “con veemenza tutte le accuse di corruzione”. Intanto la Federcalcio australiana ha annunciato la possibilità di presentare la propria candidatura per ospitare la fase finale della competizione, dopo essere stata contattata da un emissario della Fifa, Michael Garcia, per fornire la documentazione necessaria. E anche il premier inglese David Cameron ha rilanciato la candidatura dell’Inghilterra. Tra pochi giorni il verdetto.

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