Niente sesso, siamo inglesi, recitava il titolo di una celebre commedia degli anni Settanta. I tempi cambiano, naturalmente, e se le cose non sono più così nella composta Inghilterra, figuriamoci nello sfrenato Brasile. Lo sa bene il commissario tecnico della nazionale verdeoro, Felipe Scolari, che durante una conferenza stampa a Lisbona ha risposto così a una domanda relativa al diritto dei suoi giocatori di rilassarsi come si deve in camera da letto durante i Mondiali:

Se si tratta di sesso normale, allora è normale farlo. Non lo è se si esagera. Di solito i rapporti vengono praticati in maniera equilibrata, ma ci sono certe persone che fanno delle acrobazie: queste non vanno bene

In attesa di capire che cosa intenda il vecchio Filippone con “acrobazie” (okay, non è vero che non l’abbiamo capito), non possiamo che registrare un deciso passo in avanti rispetto al Mondiale del 2002. All’edizione nippocoreana, infatti, Scolari vietò qualunque forma di interazione fisica tra i suoi giocatori e qualunque mammifero di sesso femminile, sostenendo che “un uomo che non sa controllare il suo pene non è un uomo, ma una bestia irrazionale“. Ronaldo non fu esattamente entusiasta dell’esperienza (“il ricordo del dolore là sotto è nitido quanto quello della Coppa”), ma i fatti dimostrarono che Scolari aveva ragione: il Fenomeno segnò 8 reti, di cui 2 nella finale contro la Germania, e il Brasile divenne pentacampione.

Ripensandoci: no, forse non è un passo avanti.

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