Tre campioni del mondo fanno le carte alla nazionale italiana in vista dei Mondiali di Brasile 2014. Non potevamo esimerci, noi di Leonardo.it: a poche ore dal via dell’edizione brasiliana del torneo più seguito di tutti, tre pareri autorevoli da tre protagonisti che hanno alzato al cielo la Coppa più importante che esista. Era il 1982 quando un giovane Pietro Vierchowod si laureò campione del Mondo pur senza giocare. Bella soddisfazione proprio come nel 2006, quando il capitano Fabio Cannavaro e l’intramontabile Gennaro Gattuso ebbero il privilegio di portare l’Italia in vetta. In ultimo, il commento anche di Azeglio Vicini, ct dell’Italia che conquistò il terzo posto e che ancora oggi tutti ricordano.

Ecco cosa pensano i tre campioni del Mondo sul mondiale che l’Italia si appresta a disputare.

FABIO CANNAVARO: “Mi sarebbe piaciuto vedere all’opera anche Giuseppe Rossi, un ragazzo che ha sofferto tantissimo. I nostri punti di forza? Buffon e Pirlo, ma siamo una squadra che sa soffrire, possiamo dire la nostra con tutti”. In ultima un’analisi su questa Italia che non offre più difensori di talento come è stato lo stesso Fabio Cannavaro: “Sicuramente giocatori come Barzagli, Chiellini e Bonucci stanno facendo bene. Ma oggi abbiamo un buco generazionale notevole: non ci sono i nuovi Cannavaro e Nesta: tolti quei 2/3 in nazionale si fa fatica, molta fatica”.

GENNARO GATTUSO (CLICCA QUI PER LEGGERE LA NOSTRA INTERVISTA)“Se superiamo il primo turno l’Italia diventa scomoda, lo dice la storia”. E su Immobile-Balotelli: “Sono due giocatori diversi, e anche se Prandelli è la persona che conosce la situazione meglio di tutti, secondo me possono tranquillamente giocare insieme”.

PIETRO VIERCHOWOD (CLICCA QUI PER LEGGERE LA NOSTRA INTERVISTA): “Ma secondo me a quest’Italia manca qualcosa per vincere; il girone non è di certo facile, Inghilterra ed Uruguay sono due squadre molto attrezzate. L’importante sarà partire con il piede giusto contro gli inglesi. Lì potremo capire molte più cose”. La domanda sulla nazionale favorita è scontata, come altrettanto la risposta: “Facile dire il Brasile, giocano in casa e hanno una squadra molto competitiva. Ma sono arrivati in uno stato di forma non ottimale e questo potrebbe essere un problema. Anche se, alla lunga, il calore proveniente dagli spalti potrebbe essere uno stimolo in più a fare bene”.

AZEGLIO VICINI (CLICCA QUI PER LEGGERE LA NOSTRA INTERVISTA)“Prandelli ha con sé una squadra che ha il giusto mix di esperienza e giovani rampanti. Quest’Italia può andare lontano, anche se può succedere di tutto, soprattutto in un mondiale”. La favorita, neanche a dirlo, resta il Brasile: “Poi dietro tutte le altre. Spagna e Germania su tutte, ma anche Italia, Argentina, Olanda e Francia”. Parlando dei singoli, Vicini non si esprime sull’accoppiata Pirlo – Verratti (“Il primo è fortissimo, il secondo ha talento. Ma non so se possono convivere”) ma poi si lancia in difesa di Mario Balotelli: “Sarà decisivo, ha tutto per esserlo: età, qualità tecniche e atletiche, esperienza”.