Gigi Buffon, dopo le sue dure parole dopo l’Uruguay (QUI I DETTAGLI), torna a parlare giorni dopo della disfatta italiana al Mondiale in Brasile. Il portiere azzurro prova, invano, a fare chiarezza sui motivi dell’eliminazione: “Fattori ambientali, come il caldo valgono per tutti, ma forse molti di noi erano anche logori da un punto di vista fisico – ha detto in una lunga intervista al Corriere della Sera -. La vittoria iniziale ci ha illuso. Prima di questo Mondiale l’Italia si era fatta apprezzare per il bel gioco, qui sembravamo una squadra senza idee”Una frase che sa di critica a Prandelli, difeso però a spada tratta: “Il mister è una persona perbene e un ottimo tecnico e mi è dispiaciuto che si sia dimesso. Ha riavvicinato la gente alla nazionale con pazienza, sentimento e volontà. In questo ha vinto. L’idea di proporre un nuovo modo di giocare con gli uomini che avevi a disposizione, era giusta. In tre competizioni, siamo arrivati due volte sul podio”.

Dopo la sconfitta con la Celeste, Buffon ha puntato il dito verso i giovani. Ora corregge un po’ il tiro: “Le colpe, in una grande débâcle come questa, vanno divise tra tutti. C’è una compartecipazione ma non ho mai avuto paura a esprimermi. Ho espresso un concetto di cui sono convinto ancora adesso. Ma in vent’anni di carriera non ho mai attaccato un compagno. Figuriamoci se avrei potuto farlo in un momento come quello. E Balotelli, a 24 anni, non è certo un giovane. Il mio era uno spunto per una riflessione. Leggo e sento spesso commenti ironici sull’età dei Pirlo, dei De Rossi, dei Buffon, dei Barzagli. Le chiacchiere passano e i fatti restano in campo: a rompersi le ossa per la causa, sono sempre gli stessi”.

Un messaggio a chi non vuole più i senatori in azzurro:Chi ci chiede di pensarci bene se continuare, dovrebbe vedere chi sono ancora i punti fermi. È dietro che sta venendo meno qualcosa. Senza riferimenti personali. Buffon bisogna giudicarlo per quello che sta facendo, non per quello che potrebbe fare. Così costruisci uomini, altrimenti vai incontro a figure di m….. Se un giovane ha il talento per diventare un campione, non lo mandi in nazionale dopo tre, quattro partite ma gli fai arare l’erba in serie A. Io ho giocato in nazionale due anni dopo l’esordio e mi sono reso conto che si trattava di un onore e di un impegno non semplici da sostenere. Adesso un ragazzo dopo tre buone partite è in nazionale e dà per scontato tutto”. Buffon spalleggia De Rossi sulla celebre accusa alle ‘figurine’: “Condivido in pieno. In queste competizioni è lo spessore umano che fa la differenza”.

Sul banco degli imputati è finito Balotelli: “E’ un ragazzo che ha tantissime pressioni, ma se avessi qualcosa da dirgli lo farei in modo diretto. Adesso si fa solo polverone. Un consiglio? Quando avevo 24 anni mi dava fastidio quando qualcuno voleva fare il fratello maggiore o il papà con me. Ho papà, mamma e due sorelle. I consigli glieli devono dare i suoi familiari”. Nonostante le scaramucce di cui si parla con Cassano, Buffon evita la questione: “Sono disarmato di fronte a questo voler seminare zizzania. Antonio è stato esilarante con i suoi eccessi. Ma niente che non fosse nella norma. Pirlo? Se il nuovo allenatore lo facesse sentire importante sarebbe ancora fondamentale. Uno con la sua bravura non merita di finire con un Mondiale fallimentare”.

Infine gli obiettivi futuri: “Penso anno per anno. La natura mi ha dato doti fisiche particolari ma la differenza la fanno cattiveria, attenzione, desiderio. È una sfida con me stesso. Mi sono sempre considerato, grazie a Dio, un privilegiato. Sono ancora al top come atleta”.

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