E’ stata presentata ieri in Vaticano la campagna “Gioca per la vita, denuncia la tratta”, un’iniziativa volta a sensibilizzare le persone sul tema della tratta degli esseri umani e lo sfruttamento della prostituzione in vista dei prossimi Mondiali in Brasile. A promuovere la campagna è stata Talitha Kum (dall’aramaico evangelico: “alzati, fanciulla”), una rete internazionale di suore e religiose di vario tipo che hanno deciso di intraprendere una vera e propria lotta senza frontiere contro una delle più diffuse, e stranamente ignorate, piaghe sociali; cosa ancor più vera se parliamo di Brasile. Così suor Gabriella Bottani (giuro che io non c’entro), coordinatrice della rete nel paese che ospiterà il torneo:

Nel contesto latinoamericano e caraibico il Brasile è un paese dall’alta percentuale di turismo a scopo sessuale e questo incide significativamente sul fenomeno dello sfruttamento della prostituzione, soprattutto minorile

Secondo suor Bottani, lo sfruttamento sessuale conosce sempre un picco preoccupante in occasione di eventi globali come i Mondiali, addirittura nell’ordine del +30-40%. Nel concreto, la campagna di Talitha Kum utilizzerà media e social network (qui la pagina Facebook) per veicolare il proprio messaggio: l’obiettivo è quello di raggiungere il più alto numero di persone, informarle sulla drammaticità della situazione e sui possibili rischi correlati e su come denunciare gli eventuali abusi.

P.S. chissà che ne pensano le professioniste locali, che già da un anno e mezzo si stanno preparando a ricevere a dovere i turisti (leggi QUI e QUI).