Polemiche su polemiche.

Continua a far parlare e a creare scalpore il calcio di rigore concesso dall’arbitro giapponese Nishimura al Brasile nella partita d’esordio ai Mondiali 2014, disputatasi dopo la cerimonia di apertura.

Un penalty chiaramente inesistente che ha comunque spianato la strada per la vittoria alla formazione di casa.

Tanti festeggiamenti da parte dei tifosi verdeoro. Felipe Scolari che parla di un provvedimento “giusto” da parte del direttore di gara. Croati arrabbiati ed una pessima figura fatta in “mondovisione”, con veri e propri processi mediatici e con operatori della comunicazione a puntare il dito contro una direzione arbitrale poco precisa e molto superficiale.

Il fatto più sconvolgente, però, risulta essere un altro: quando la partita è terminata, il circuito televisivo dell’Arena Itaquera ha mandato sui maxischermi le immagini dell’esultanza in tribuna dopo il goal “incriminato” di Neymar.

E’ stata inquadrata la presidentessa del Brasile, Dilma Rousseff, la quale è stata subito subissata da cori e fischi, e Sepp Blatter, seduto sotto di lei al momento dell’esultanza, il quale si è alzato in piedi ad applaudire. Un gesto inaccettabile visto che il numero uno del più importante organismo calcistico internazionale, dovendo rappresentare tutte le squadre dei Mondiali, non può permettersi un simile atto.

L’episodio, definito da alcuni “scandaloso”, va ad aggiungersi al periodo già poco felice di Blatter e della FIFA, dopo le accuse di mazzette e favoritismi riguardo la scelta dei Paesi ospitanti gli eventi sportivi più importanti del mondo.

Massimo Busacca, capo degli arbitri della FIFA, ha preferito chiudere il caso con le seguenti parole: << Nishimura non verrà mandato a casa, è impossibile. La decisione sul rigore è stata giusta >>.

Il sospetto che si voglia favorire la squadra di casa per far tacere le proteste contro gli sprechi fatti per organizzare il Campionato del Mondo continua ad insidiare le menti, ed intanto i giornali brasiliani parlano apertamente di “rigore regalato” e temono che questo  possa essere pagato dalla compagine nelle partite più importanti.

(foto by Infophoto)