Sarà magari semplicistico, eppure il capitano che alza al cielo la coppa è l’ultimo flash che rimane scolpito nei ricordi. Di discendenza italiana quella del Mondiale per Club.

ARTIGIANATO ITALIANO

Trofeo originale creato da Sawaya & Moroni, azienda milanese che produce creazioni dall’impronta contemporanea con background culturali e sperimentali soluzioni di design. L’opera, color argento, aveva un peso di 4 kg (8,8 lb) e un’altezza di 37,5 cm (14,8 pollici). Base e punti più larghi dalla lunghezza di 10 cm. I due piedistalli possedevano quattro pilastri rettangolari, due dei quali con iscrizioni, uno contenente la frase, “FIFA Club World Championship”. L’altra impreziosita dalle lettere “FIFA”. In cima, un pallone da calcio ispirato al modello utilizzato per il Campionato del Mondo 1998 disputato in Francia, l’ Adidas Tricolore. Pari a 25.000 dollari il costo di produzione.

RINNOVAMENTO BRITANNICO

Nuova versione presentata a Tokyo il 30 luglio 2005, durante il sorteggio di quell’edizione. A progettarla in Regno Unito Jane Powell, accanto all’assistente Alba Forbes. Il trofeo in oro e argento di colore, del peso di 5,2 kg, è alto 50 cm (20 in). La sua base e i punti più larghi sono di 20 cm (7,9 pollici). Impiegato ottone, rame, argento, doratura metallo, alluminio, cromo e rodio, ricoperto d’oro. Mostra sei pilastri sfalsati, che rappresentano le sei squadre partecipanti provenienti dalle sei rispettive confederazioni, e una struttura metallica separata con scritto il vincitore dell’annuale manifestazione. Tenuto un globo a forma di un pallone da calcio, una caratteristica costante della FIFA. Le curve aggraziate e la forza intrinseca evocano destrezza e qualità atletiche necessarie per farsi valere nel Mondiale per Club. La tensione e il movimento descrivono lo spirito di competizione tra i partecipanti, pur rispettando i valori del fair play. Il piedistallo d’oro recita la frase, “Fifa Club World Cup”, impresso in basso.