Archiviata la Champions League fino al disgelo primaverile, per i prossimi dieci giorni l’attenzione del calcio internazionale sarà rivolta al Giappone, teatro del Mondiale per club 2015: o almeno questa sarebbe l’intenzione della FIFA, anche se è noto che qui in Europa il torneo, per com’è concepito, non ha mai stregato i cuori di nessuno, al di fuori dei diretti interessati.

In effetti, l’impressione è che soltanto un suicidio collettivo potrebbe impedire al Barcellona campione d’Europa di non passeggiare serafico fino alla coppa, che presumibilmente strapperà al River Plate, campione sudamericano e papabilissima finalista della competizione. Troppa differenza tra le contendenti, a tal punto che perfino l’infortunio occorso a Neymar, probabilmente il blaugrana più in palla in questo momento, non spaventa Luis Enrique. Il brasiliano, peraltro, salterà soltanto la semifinale, ma dovrebbe essere a disposizione per la finale del 20 dicembre.

Si inizia oggi, come detto, con la sfida tra i campioni giapponesi del Sanfrecce Hiroshima e l’Auckland City, detentore dell’ultima Champions League dell’Oceania. E’ il playoff per decidere chi sfiderà nei quarti di finale il Mazembe, che i tifosi interisti ricorderanno per essere stato lo sparring partner di Milito e company nel giorno dell’ultimo trionfo mondiale nerazzurro, cinque anni fa. Chi vincerà questo quarto di finale andrà ad affrontare in semifinale il River Plate, il 16 dicembre a Osaka.

Dall’altra parte del tabellone si conosce già la composizione dell’altro quarto di finale, che vedrà impegnati i messicani del Club America, freschi campioni CONCACAF, e i cinesi del Guangzhou Evergrande di Felipao Scolari, ex feudo di Marcello Lippi prima e Fabio Cannavaro poi. La vincente di questa sfida, leggermente più qualitativa dell’altra, il 17 dicembre affronterà il Barça a Yokohama.

E sempre Yokohama, il 20 dicembre prossimo, ospiterà la finalissima – che, salvo tragedie, vedrà il Barcellona affrontare il River Plate. E’ dal 1996 che gli argentini non disputano una finale iridata: all’epoca, la squadra di Cruz e Ortega fu sconfitta dalla Juventus di Lippi grazie a una rete nel finale di Alex Del Piero. Per il Barcellona, invece, l’ultimo appuntamento con questo tipo di palcoscenico è molto più recente e molto più felice, e risale al 4-0 con cui Messi e soci hanno polverizzato il Santos nel dicembre del 2011. In quel Santos, ironia della sorte, giocava un 19enne piuttosto talentuoso chiamato Neymar.