Per una decina di giorni, il Marocco sarà la capitale virtuale del mondo del calcio: è qui che si terrà dall’11 al 21 dicembre il Mondiale per Club 2013, la competizione più importante (solo teoricamente, noi europei lo sappiamo bene) a livello di club. Favorito d’obbligo, ovviamente, il Bayern Monaco, nonostante l’infortunio di Robben (fuori fino a febbraio); rivale numero uno l’Atletico Mineiro, laureatosi per la prima volta campione del Sudamerica; ma attenzione anche ai cinesi del Guangzhou Evergrande, campioni d’Asia in carica. Destinate prevedibilmente al ruolo di comparse gli altri campioni continentali: gli egiziani dell’Al Ahly, i messicani del Monterrey e i neozelandesi dell’Auckland City, più i campioni del Marocco del Raja Casablanca nel ruolo di padroni di casa. Ecco il calendario della competizione:

Playoff per i quarti di finale

11 dicembre ore 20.30 (A) Raja Casablanca-Auckland City (Agadir)

Quarti di finale

14 dicembre ore 17 (B) Guangzhou-Al Ahly (Agadir)

14 dicembre ore 20.30 (C) vincitore (A) -Monterrey (Agadir)

Finale 5-6 posto

18 dicembre ore 17.30 perdente (B)-perdente (C)

Semifinali

17 dicembre ore 20.30 vincitore (B) – Bayern Monaco

18 dicembre ore 20.30 vincitore (C) – Atletico Mineiro

Finali

21 dicembre ore 17.30 finale 3-4 posto

21 dicembre ore 20.30 finale 1-2 posto

A giudicare dai puri rapporti di forza, il Bayern Monaco di Pep Guardiola e del tiki-token sembra destinato a spazzolare via le contendenti senza troppi affanni, considerato lo score stagionale che recita 21 vittorie e 2 pareggi in 23 incontri fin qui disputati, con 51 reti segnate (di cui 7, appena 2 giorni fa, rifilate in trasferta a un traumatizzato Werder Brema) e appena 8 subite. Ma, in ogni caso, non mancano gli spunti di interesse. C’è Marcello Lippi, per esempio, che dopo essere diventato il primo tecnico a diventare campione del mondo sia a livello di club che di nazionale (poi l’ha imitato Del Bosque) e il primo e unico tecnico a laurearsi campione di due continenti diversi, vorrebbe aggiungere un’altra tacca al suo libro dei primati: diventare il primo allenatore a portare sul tetto del mondo un club che non sia europeo o sudamericano. Mission impossible, d’accordo, ma il calcio è strutturato per sorprendere. E poi c’è Ronaldinho: ha recuperato dall’infortunio e proverà a dare una mano al suo Atletico Mineiro. Anche perché dall’altra parte c’è Guardiola, l’uomo che lo allontanò da Barcellona. Sì, il finale sembra scritto, ma la trama è affascinante.