Una bella storia, una di quelle che il calcio ogni tanto racconta. Dai campi di periferia ad uno dei club più ricchi del mondo, grazie al duro lavoro, al sacrificio,  al grande coraggio. Gaetano Monachello a 19 anni è stato il primo acquisto del Monaco per la stagione 2013-2014, dopo di lui nel Principato è arrivata gente del calibro di Falcao, Moutinho e James Rodriguez.  Un progetto faraonico firmato dal magnate russo Dmitry Rybolovlev, che vuole portare il Monaco in vetta al mondo. Un nuova potenza del calcio mondiale di cui Monachello farà parte. E pensare che solo un anno fa ha scelto di lasciare l’Inter, che gli offriva solo la possibilità di giocare con la Primavera:  “Sono tornato a casa base dopo l’esperienza in prestito al Parma, con il quale ho giocato un ottimo torneo di Viareggio,  l’Inter mi ha proposto il rinnovo del contratto in scadenza, ma per continuare a giocare con i giovani. Ho detto no, mi sentivo pronto per provare un’avventura con i grandi. Se ci fosse stata la possibilità di essere preso in considerazione per la prima squadra sarei rimasto. Ringrazio sempre l’Inter per quello che ha fatto per me, mi ha scovato a 12 anni in Sicilia, mi ha dato la possibilità di affacciarmi al grande calcio,  ma dentro di me sentivo che dopo tutti i gol che avevo fatto meritavo maggiore considerazione. Da qui la voglia di partire“.

La sua vita calcistica cambia quando passa sotto la procura del potente agente Dimitri Seluk, lo stesso di Yaya Touré.  L’inzio è traumatico, con le esperienze in Ucraina e Cipro, con le maglie di Metalurg Donetsk e Olympiakos Nicosia (dove segna 7 gol in 13 partite):  “All’inzio è stata dura, lontano da tutto, al freddo, senza gli affetti vicini. Ho avuto coraggio, lo ammetto. Un’esperienza che mi ha permesso di crescere come giocatore e come uomo. C’è stato un cambiamento radicale nella mia vita, necessario per la mia crescita professionale.  Com’è nato il rapporto con Seluk? Mi ha fatto seguire per molto tempo, ogni mia partita c’era un suo “uomo” ad osservarmi. Mi ha voluto fortemente nella sua scuderia di calciatori“.  Ad inizio maggio arriva la chiamata del Monaco:  “Faccio fatica ancora a crederci, anche se ho già messo la firma su un contratto triennale (con opzione per uno aggiuntivo ndr). Avrò accanto dei grandi campioni, come Falcao, con il quale ho sempre giocato solo alla Xbox.  So che sarà una grande occasione per me, ci sarà una grande pressione mediatica, potrò dimostrare le mie qualità. Chi sarà l’allenatore? Ranieri, senza dubbio“.

Una rivincita, anche verso l’Inter:  Secondo me si stanno mangiando le mani (ride ndr).  Ho sempre pensato che “il cavallo di razza si vede sulla lunga distanza”. Il Monaco non è però un punto di arrivo. Qui inizia la mia vera carriera. E spero un giorno di essere preso in considerazione anche per la maglia azzurra“.