La condanna emessa nei confronti di Luciano Moggi (foto by InfoPhoto) nell’ambito del processo Gea è stata definitivamente annullata dalla V sezione della Corte di Cassazione, che ha dunque accolto il ricorso presentato dagli avvocati dell’ex direttore generale bianconero, Marcello Melandri e Maurilio Prioreschi. L’annullamento della sentenza del processo di appello, a quanto si apprende, è stato deciso in quanto parte delle contestazioni decisive alla condanna risultavano in realtà cadute in prescrizione.

Nel processo di primo grado, Luciano Moggi era stato condannato a un anno e 6 mesi di reclusione, pena ridotta a un anno in appello, mentre al figlio Alessandro (anche per lui la sentenza di condanna è stata annullata) erano stati comminati un anno e 2 mesi in primo grado e 5 mesi in secondo grado. Gli altri imputati del processo, come Davide Lippi, noto procuratore nonché figlio dell’ex commissario tecnico della nazionale azzurra, erano stati assolti durante il processo d’appello.

Le accuse riguardanti Luciano e Alessandro Moggi vertevano attorno alle modalità di acquisizione di procure sportive, le quali, secondo l’accusa, sarebbero state ottenute tramite presunte pressioni indebite riconducibili al reato di violenza privata. In particolare, Moggi senior era stato assolto già in primo grado per il caso riguardante Nicola Amoruso, sempre per prescrizione; per il caso di Manuele Blasi, invece, si è dovuto aspettare la sentenza di oggi. Per Alessandro Moggi, sono cadute in prescrizione le imputazioni riguardanti Zetulayev e Budiansky. Ricordiamo che lo scorso 17 dicembre Moggi era stato condannato a 2 anni e 4 mesi di reclusione nel processo di appello su Calciopoli.