ST. LOUIS (Stati Uniti, Missouri) – La prima certezza assoluta dopo gara 4: sicuramente si tornerà al Fenway Park di Boston, quanto meno per gara 6. La seconda: lo abbiamo già detto, ci ripetiamo; i Red Sox, fatta salva la sicurezza di David Ortiz sul piatto (sta battendo praticamente tutto quello che gli capita sulla mazza, o quasi), riescono a trovare un eroe diverso, magari inatteso, in ogni serie/partita dei playoffs 2013, da Shane Victorino a Xander Bogaerts, da Jonny Gomes (ieri) fino all’intero Bullpen (a volte, non sempre). Morale: Pedroia e compagni vincono gara 4 al Busch Stadium, 2-4, impattano sul 2-2 nelle World Series 2013 al meglio delle sette partite, con gara 5 prevista questa notte sempre nel Missouri alle 19.30 ora americana, 1.30 italiana di martedì mattina.

Foto InfoPhoto.

Impossibile azzardare un pronostico a questo punto, anche perché dopo gara 1, nettamente dominata dalla squadra di Farrell, St. Louis ha reagito alla grande, mentre Boston ha commesso una valanga di errori, ma nonostante questo, ha saputo comunque vincere una partita fuori casa, riprendendosi il vantaggio del fattore campo. La sfida resta appassionante, tesa, anche se magari non sempre bellissima per i puristi del gioco, del resto la posta in palio è altissima. I Cardinals non mollano mai, ma adesso si apre una mini serie di tre partite, e non è affatto esclusa l’ipotesi di gara 7, il sogno di tutti gli appassionati.

Eroe, dicevamo. Ebbene, in gara 4 è stato l’uomo del “Be-Strong“, lo slogan che adesso è disegnato anche sul prato del Fenway Park e che Jonathan Johnson “Jonny” Gomes coniò dopo la drammatica maratona di Boston. Nella parte alta del sesto inning, con Seth Maness appena mandato in campo al posto di un infuriato Lance Lynn (ahiahi, Mike Matheny…), il citato esterno sinistro, con due out e il conto recitante due ball e due strikes, spediva la palla del titubante rilievo nel Bullpen dei Rex Sox, portando a casa tre punti (Pedroia e Ortiz erano già sulle basi) con l’home-run che decideva, di fatto, la partita, poi vinta, pur con qualche sofferenza, proprio dai rilievi di Boston, Breslow compreso. Per Gomes, primo fuori campo nei playoff della carriera. Serie sul 2-2 quindi e statistiche che non spiegano granché: sono 43 i precedenti in cui si è arrivati al pareggio dopo 4 gare di World Series e nel 59% dei casi il titolo è stato vinto dalla squadra che aveva il vantaggio del fattore campo, mentre nel 63% dei casi la vittoria ha sorriso al vincitore di gara 5. E anche noi, sinceramente, la pensiamo così: se Boston espugna il Busch Stadium, è fatta, nonostante l’orgoglio dei Cardinals. Viceversa, se St. Louis si presenta al Fenway Park avanti 3-2, almeno una delle due partite in trasferta riuscirà a portarla a casa.

Tornando a gara 5, straordinario il carisma mostrato da Ortiz (che sta battendo .727 nei playoffs) a meta gara: ha radunato i compagni nel dugout, li ha spronati, incoraggiati e incitati fino a risvegliare anche Jonny Gomes. Non sarà stato solo quel gesto a fargli realizzare l’home-run decisivo, forse no, ma certo in qualche modo ha influito.

In gara 5 avremmo dovuto in teoria assistere alla sfida dei partenti tra Lackey (già in gara 2), per i Red Sox, e Wainwright per i Cardinals, ma proprio Lackey, con una mossa a sorpresa e vincente di Farrell, è stato schierato tra i rilievi in gara 4,  per cui è probabile che Farrell opti per rimandare sul monte il suo asso, vincente anche in gara 1, Jon Lester (ma così facendo sarà impossibile per lui giocare un’eventuale gara 7) e a quel punto si riproporrebbe proprio il duello che ha dato l’1-0 ai Red Sox mercoledì scorso, Lester-Wainwright: entusiasmante.

Qui per la presentazione delle World Series 2013.