BOSTON (Stati Uniti, Massachusetts) – Hanno cambiato manager, scegliendo John Farrell, ex pitching coach che ha ridato fiducia ha tutto l’ambiente; hanno aggiunto al roster Gomes, Victorino e Dempster dal mercato dei free-agent, nella off-season, e nessuno inizialmente si era scomposto per questo; hanno ribaltato il peggior record in regular season per la Franchigia dal 1965, 69-93 del 2012, trasformandolo in 97-65, nel 2013, il migliore di tutta la MLB. E adesso, dopo aver coniato il motto “Boston-Strong“, disegnato anche sul prato del Fenway Park nel ricordo dell’orrendo attentato alla maratona cittadina, famosa in tutto il mondo, di qualche mese fa, dopo tutto questo, dopo aver raggiunto i playoff e stupito una città intera che comunque li ama e li amerà sempre perché respira e vive di baseball, i Boston Red Sox hanno conquistato l’accesso alle World Series 2013, per la terza volta negli ultimi due lustri, con due vittorie all’attivo negli anni 2000 (2004, 4-0 sui Cardinals, loro prossimi avversari da mercoledì, e 2007, 4-0 sui Rockies).

Nella finale di Conference, ALCS, Jonny Gomes e compagni hanno battuto 4-2 i pericolosissimi, ma un po’ incompiuti Detroit Tigers, che un anno fa persero le World Series contro i San Francisco Giants e possono vantare probabilmente la miglior rotazione di lanciatori partenti dell’intera lega, ma non il miglior bullpen. Boston in questi playoff, così come durante tutta la regular season, ha dimostrato di essere una squadra solida, completa, capace di trovare ogni volta un eroe diverso: sa “bombardare” dal piatto, con Ortiz, Pedroia, Napoli (autore dell’home run vincente in gara 3), sa rubare più basi di chunque altro con Ellsbury (anche se proprio ieri notte è stato eliminato in un tentativo…), ha ottimi lanciatori partenti in Lester, Buchholz, Lackey (vincitore dell’importantissima gara 3 al Comerica Park), un Bullpen che conquista le partite tese (come in gara 5…), un ottimo closer in Uehara, sa difendere meravigliosamente quando necessario (basta vedere il doppio gioco dello stesso Pedroia nella decisiva gara 6), non molla mai e ha trovato in Xander Bogaerts, inter base schierato in 3a base, il prospetto del futuro, di cui già si diceva gran bene. E ha meritato l’accesso alle World Series. Certo, chissà come sarebbe andata la sfida con i Tigers senza il “miracolo” di Ortiz in gara 2, al Fenway Park, ma del resto… è lì per quello, David, uomo vincente e da “Grand Slam” se ce n’è uno! Detroit onestamente ha un po’ deluso, aveva e ha tutto per conquistare le World Series, ma per un motivo o un altro, con questo gruppo, non riesce a farcela, perché sul più bello si scioglie, come avvenuto un anno fa in finale contro San Francisco e in queste ALCS contro Boston, dove pure ha giocato bene. Ma sono mancate soprattutto le valide di Fielder e anche, forse, qualche fuoricampo da parte di Cabrera, mentre Martinez, Peralta, Jackson e Avila il loro l’hanno fatto, così come Scherzer (che però ha visto le gare in cui è partito concludersi con… due Grand Slam, Ortiz in gara 2, Victorino in gara 6…), Verlander, Fister e Sanchez sul monte.

L’eroe di gara 6 (sempre uno diverso, appunto) per i Red Sox (con Buchholz partente contro Scherzer, così come in gara 2, ma il vincente questa volta è risultato Tazawa), si chiama Shane Victorino, arrivato dai Dodgers un anno fa e non certo il miglior battitore di Boston in queste ALCS, anzi (2/23 prima del “miracolo”). Con Ortiz e compagni sotto 1-2, nella parte bassa del 7° inning, e le basi piene, Victorino ha messo a segno l’home run da Grand Slam che ha spedito di fatto la sua squadra alle World Series, siglando il 5-2 che è rimasto poi anche il risultato finale. L’inning era stato aperto da un “doppio” di Gomes, mentre in precedenza, già al 2° inning, Pedroia era andato vicinissimo all’home run (sarebbe stato da tre punti, con Bogaerts ed Ellsbury in base), con la palla finita in out per pochissimo. Attenzione però alla mossa del manager di Detroit poco prima del “patatrack”: Jim Leyland, infatti, aveva appena deciso, giusto in anticipo rispetto al colpo decisivo di Victorino, di togliere dal match il suo partente, Scherzer (rimpiazzato dal mancino Drew Smyly e poi da Veras, che ha combinato il… disastro definitivo!), fin lì eccezionale ancora una volta, con110 lanci, 6 inning e 1/3 sul monte, 4 valide e 1 solo punto concesso, 5 base ball e ben 8 strike out!  La mossa che ha cambiato, in negativo, la partita per Detroit?

Il match era invece “eploso” nel 5° inning, quando, sullo 0-0 e con l’ottimo lavoro di Scherzer e Buchholz fin lì, Xander Bogaerts metteva a segno un doppio ed era portato poi a casa per l’1-0 dall‘RBI di Ellsbury. Nel sesto inning, però, la partita sembrava prendere improvvisamente e nuovamente la via del Michigan. Il manager dei Red Sox, infatti, Farrell, sostituiva Buchholz (85 lanci, 4 strikeouts, 2 base ball, 4 hits concesse e 0 punti subiti) dopo la valida di Cabrera e la base ball regalata a Hunter. Mal gliene incoglieva, però (ma l’ha fatto probabilmente memore di gara 5, dove il suo Bullpen aveva vinto la partita…), perché il sostituto Morales concedeva la base ball a Fielder e il singolo da due punti a Victor Martinez, con Hunter e Cabrera che raggiungevano casa base: 1-2 Detroit! Morales veniva tolto subito dal monte, entrava Workman che limitava i danni grazie anche a un grande doppio gioco difensivo orchestrato da Pedroia e concluso da Saltalamacchia (con Fielder un po’ impacciato nel tornare in 3a base…). I Tigers possono davvero mangiarsi le mani proprio per le occasioni sprecate in questo inning, perché qui hanno probabilmente perso l’opportunità di vincere il match e forzare gara 7, dove, per loro, avrebbe poi lanciato Justin Verlander

La serie è stata, comunque, bellissima!

Qui il Box Score di gara 6.

Le World Series 2013, tra Boston Red Sox e St. Louis Cardinals, cominceranno mercoledì 23 ottobre, al Fenway Park di Boston, con gara 1 (serie ovviamente sempre al meglio delle 7 partite), alle 20.00 ora locale, le 2.00 di giovedì mattina in Italia. Sul monte, probabilmente, Lester e Wainwright, ma si attende ancora l’annuncio ufficiale. Stay tuned!