Che fine ha fatto Leandro Castan? Che tipo di infortunio ha subito? O si tratta di qualcosa di peggio? Potrà tornare a giocare? Sono solo alcune delle domande che, ormai da un paio di mesi, sono costretti a farsi i tifosi della Roma e non solo. Dopo un tempo giocato a Empoli, alla prima giornata, il difensore brasiliano (foto by InfoPhoto) è scomparso dai radar. Inizialmente si parlò di otite, poi di labirintite, infine di un problema gastico; questioni fastidiose, certo, ma che non giustificano in alcun modo un’assenza così prolungata. E così, dopo qualche tempo, è stato quasi naturale assistere all’improvviso fioccare di rumors incontrollabili circa il reale stato di salute del giallorosso: tra i quali, purtroppo, uno che parlava di tumore al cervello.

Che cos’ha Castan

Fortunatamente, è stato lo stesso Leandro, lo scorso 30 ottobre, a smentire seccamente l’ipotesi più tragica con un tweet inequivocabile: “Non ho un tumore, chiedo rispetto perché ho anche una famiglia, è stato un periodo difficile ma ora sto bene“. Cassata la prospettiva peggiore, il chiacchiericcio non si è fermato, visto che del difensore non c’è comunque stata traccia nelle convocazioni di Rudi Garcia; c’è chi parla di una forma di neurite, un’infiammazione al nervo acustico molto dolorosa e molto debilitante, perché coinvolge direttamente le funzionalità relative all’equilibrio. Mentre i problemi intestinali sarebbero riconducibili alle cure per sconfiggere l’infiammazione.

Nel frattempo, il direttore della Roma, Walter Sabatini, ha voluto rassicurare tutti, intervenendo ieri sera al Processo del Lunedì: “Ho sentito tante illazioni tragiche, presto faremo un comunicato esaustivo sulle sue condizioni. Castan ha un problema congenito che si è manifestato all’età di 26 anni ma non esistono scenari tragici: non è a rischio di vita e nemmeno di carriera. Tornerà a giocare presto, con la maglia della Roma ”. Quale che sia la natura del suo problema, quest’ultima è sicuramente l’unica notizia che conta davvero.