Quando parla lui, solleva spesso un polverone di polemiche. Intervistato sullo stato del calcio italiano Mino Raiola.

CRITICHE A THOHIR E PALLOTTA

Il super-agente entra a gamba tesa sull’ex proprietario (oggi presidente) dell’Inter Erick Thohir: “Non è stato un bene per il calcio italiano, io non ho mai creduto al suo progetto, era falso – attacca ai microfoni di Rai Sport -. E’ venuto, ha sistemato un po’ l’Inter e poi l’ha quotata in Asia. Non c’era però bisogno che arrivasse un indonesiano per fare questo, lo poteva fare un italiano”. Giudizio altrettanto duro anche sul presidente della Roma James Pallotta: “Deve ancora decidere cosa fare da grande, se investire veramente oppure vendere la Roma ad un gruppo cinese”.

DA POGBA A BALO

Discusso poi il trasferimento di Pogba al Manchester United, incrociando il discorso con l’arrivo di Higuain alla Juventus. “Paul avrebbe potuto andarsene già l’anno scorso, Mourinho – allora al Chelsea – lo voleva fortissimamente, ma io e la Juve avevamo un accordo: vincere scudetto e Champions e poi lasciarlo andare. E De Laurentiis a Paul dovrebbe fare un regalo, perché senza la sua cessione la Juve non avrebbe mai preso Higuain, e i 94 milioni il Napoli non li avrebbe mai potuti incassare”. E sulla Juve: “Fabio Paratici è ancora incazzato con me per Matuidi – dice -. Ma non è colpa mia. Abbiamo trattato a lungo poi è intervenuto l’emiro del Psg e ha bloccato la trattativa. Paratici però non se la deve prendere perché non è vero che stiamo discutendo il rinnovo del contratto con il Psg. Ci sono dunque ancora possibilità che venga alla Juve a gennaio? Non è facile portare via i giocatori al Psg, ma se ce ne sono, vedremo”. In chiusura parole affettuose per Mario Balotelli: “Per me è come un figlio, l’ho mandato a Nizza, anche se lo volevano in tanti, anche in Italia, perché lì può tornare ai suoi livelli, da Pallone d’oro”.