Nacque prima del Giro d’Italia. E il 13 marzo del 1946, con il successo di Fausto Coppi capace di lasciare il secondo classificato (un francese…) a 13′, contribuì anche “lei” a restituire un po’ di speranza agli italiani dopo gli anni terribili della 2a Guerra Mondiale. Dal 1954 al 1969 fu terreno di conquista straniera e quando Michele Dancelli spezzò il tabù nel 1970, tagliò il traguardo piangendo. Lo scorso hanno ha assaggiato anche la neve, oggi troverà di sicuro la pioggia, ma il tempo migliorerà in Riviera. Senza la salita della Manie (presente dal 2007), senza la Pompeiana, che era stata aggiunta a ottobre per aumentare il pathos nel finale, con ritorno all’antico, ma arrivo sul Lungomare Calvino (più lontano dal poggio rispetto a Via Roma). Gli stranieri la amano forse più degli italiani, perché sembra facile, ma spesso è imprevedibile. Non è più “liscia”, non è nemmeno “gassata”, è semplicemente sé stessa: la Classicissima, la Milano-Sanremo n.105 della storia, 294km dalla “nebbia” (che in realtà a Milano non c’è quasi più) al mare.

Il favorito principale è ancora Peter Segan, come nel 2012 e nel 2013, quando però non fu lui a vincere. Fabian Cancellara, primo nel 2008, non scende dal podio da tre anni, ma senza essere riuscito a (ri)salire sul gradino più alto. I due dovranno inventarsi qualcosa prima del finale, però, altrimenti in volata potrebbero essere “infilzati” da Cavendish, che ha una squadra devota a lui e forte come nessun’altra, Greipel (ma così preparato in salita), Degenkolb. E poi ci sono Gilbert, Nibali, Ulissi, Pozzato, Modolo, Demare e tanti altri.

Partenza da via Chiesa Rossa a Milano, arrivo a Sanremo dopo i Capi Mele, Cervo, Berta, e le classiche salite “Cipressa” e “Poggio”.

L’ALBO D’ORO DELLA CORSA