Con la qualificazione agli ottavi di finale di Champions League blindata due settimane fa (e chi lo avrebbe mai detto?) con la vittoria di Bruxelles, il Milan si appresta ad affrontare lo Zenit di Luciano Spalletti in quella che si presenta come una sfida importante solo per i russi, alla disperata ricerca di quel terzo posto che li monderebbe parzialmente da un cammino europeo più che deludente, visti i massicci investimenti di fine agosto.

Le motivazioni degli avversari, il ricorso a una profonda turnazione da parte di Allegri e una tradizione nefasta circa le gare di Champions League a qualificazione già acquisita, farebbero pensare a un match già segnato in partenza. Tuttavia, vi sono alcune buone ragioni per confidare in una prestazione dignitosa.

Innanzitutto, Berlusconi: il Papi è tornato ancora una volta a far visita alla squadra e questa sera affronterà il gelo di San Siro pur di assicurare il suo (sospetto)  riavvicinamento alla squadra. Cali di concentrazione non saranno permessi.

In secondo luogo, con Allegri che sembra aver definitivamente scelto (alleluia) 8-9 titolari con cui proseguire la rincorsa in campionato, Milan-Zenit è un’occasione da non mancare per chi in queste ultime settimane ha pagato pegno in termini di impiego: Emanuelson, Pazzini, Ambrosini e Bojan su tutti.

Infine, in un periodo di ristrettezze economiche, è difficile che si voglia rinunciare a cuor leggero ai 500mila euro con cui l’UEFA premia ogni vittoria. Con quei soldi ci paghi tre settimane di stipendio di Pato, al lordo delle imposte. Buttali via.