Un pareggio che fa male, quello che l’Udinese ha imposto al Milan, e non solo perché porta la firma del più improbabile degli ex, cioè Armero. La giornata che i rossoneri avrebbero voluto e dovuto sfruttare per accorciare in classifica su Fiorentina e Inter si trasforma in un’occasione persa, e non la prima in questa stagione. L’1-1 finale è bugiardo, vista la quantità di palle-gol create dai rossoneri nella ripresa, ma in qualche modo rappresenta una punizione meritata, per quanto severa, per una squadra che ha regalato interamente la prima frazione a un avversario davvero modesto, rendendo vani gli sforzi profusi in un secondo tempo bello e sfortunato.

La partita

L’assenza di Bonaventura e soprattutto di un esterno di ruolo che possa sostituirlo (vero, società?) costringe Mihajlovic a ridisegnare l’impianto tattico che aveva ben funzionato nelle ultime settimane, inserendo Bertolacci in mezzo e dirottando Kucka sull’out sinistro. Non sembrava la migliore delle soluzioni nemmeno prima della partita, e il primo tempo non fa che confermare le perplessità: lo slovacco non è giocatore in grado di creare superiorità sulla fascia nell’uno contro uno, e in compenso vengono a mancare anche le sue percussioni centrali. Il Milan tiene in mano le redini del match, vero, ma di pericoli veri per Karnezis ne crea veramente pochi, anche perché chi dovrebbe portare un pizzico di qualità marca visita: come Honda, che incappa in una prestazione del tutto anonima rispetto alle ultime uscite, e come Niang che pasticcia ogni pallone che tocca. E siccome quando piove diluvia – e non solo dal punto di vista meteorologico, ecco che l’Udinese segna al primo e unico tentativo della prima frazione: Donnarumma è prodigioso due volte su Badu e Kuzmanovic, ma non può nulla sul tap in vincente di Pablo Armero. Sì, proprio lui, il colombiano sbagliato che nei suoi sei mesi trascorsi a San Siro era diventato il paradigma del bidone.

Un guaio muscolare occorso a Kucka facilita il lavoro di Mihajlovic, che rompe gli indugi sostituendo lo slovacco con Balotelli e allargando Niang a sinistra. La mossa sembra funzionare, visto che dopo 30 secondi Mario ha la prima palla gol, ma il suo sinistro a giro si spegne a lato. Il pareggio comunque non tarda ad arrivare: Udinese vicinissima al raddoppio con Matos (in fuorigioco), ripartenza letale dei rossoneri, Bacca lancia Niang in profondità e il francese di sinistro batte Karnezis per l’1-1 (3′). Terzo gol in sette giorni per Niang. Rinfrancato, il Diavolo preme forte sull’acceleratore, creando diverse occasioni da rete: peccato che, per una volta, Bacca sia meglio in veste di rifinitore che di realizzatore, come testimonia la clamorosa chance dilapidata al 12’ (colpo di testa addosso a Karnezis da non più di 5 metri). Mihajlovic toglie Niang per Boateng: mossa non felicissima, per come stava giocando il francese e per come ha impattato il ghanese, ma si continua a giocare a una porta sola. Ancora Bacca va a un passo dal gol di testa (23’), poi Balo ci prova con un paio di punizioni non esemplari. A 8’ dal termine la sentenza definitiva: non è giornata. Bertolacci raccoglie un pallone vagante in area, salta un difensore correndo in orizzontale e poi scarica un gran destro che colpisce prima la traversa e poi la schiena di Karnezis, fermandosi tuttavia sulla linea di porta. Rossoneri sciuponi ma anche sfigati. L’assedio cieco degli ultimi minuti produce solo un bel numero di mischie in area friulana e un destro poderoso di Montolivo che Karnezis respinge come può (93’). Solo un punto, com’era già successo nelle gare interne contro Atalanta e Verona, mentre col Bologna era arrivata addirittura la sconfitta. Se al termine della stagione Mihajlovic avrà dei rimpianti, non sarà difficile andare a scoprire quali.