Una rete di Luca Antonelli al termine della prima frazione consente al Milan di battere il Torino col minimo scarto (ma non col minimo sforzo) e di riprendere la sua corsa verso l’Europa, inanellando il suo nono risultato utile consecutivo. Buona la prova dei rossoneri per oltre un’ora di gioco, quando il risultato avrebbe potuto essere anche più ampio dell’1-0, mentre l’ultima parte di gara è stata di grande sofferenza, coi granata schierati con quattro punte alla ricerca disperata del pareggio, anche se di pericoli per Donnarumma ne sono arrivati ben pochi. E in attesa di Juventus-Inter di domani sera, il Diavolo si porta a un solo punto di distanza dai cugini.

Il bel pareggio di Napoli è stato anticamera non solo del perdono presidenziale, ma anche di quello della Curva Sud, che per la prima volta in questa stagione ha supportato la squadra sin dall’inizio con striscioni e cori. La partecipazione dei tifosi è uno stimolo ulteriore per i rossoneri, che contro il Torino iniziano il match con aggressività quasi esagerata, intenzionati a girare subito l’inerzia a loro favore, anche se la prima grossa occasione è per i granata (bravo Zapata a chiudere su Belotti lanciato in porta). Mihajlovic chiede ai suoi di pressare alto e di battere con insistenza sulle fasce, dove i rossoneri godono di superiorità numerica, ma se Honda si conferma sugli ottimi livelli delle ultime settimane, Bonaventura è in serata di luna inversa: un bel problema, visto che già l’assenza dello squalificato Montolivo, sostituito da Bertolacci, ha tolto idee e geometrie al centrocampo milanista. Di fatto, nella prima mezzora l’unica vera palla gol per il Diavolo è rappresentata da una magistrale punizione del giapponese con palla sulla traversa (27’), mentre è il Toro ad avere una ciclopica chance per portarsi in vantaggio – lancio in profondità di Belotti per Immobile, ma l’ex Siviglia sciupa tutto davanti a Donnarumma (29’). Al 35’ risponde il Milan, con una splendida combinazione tutta di prima tra Niang, Bertolacci e Bonaventura, fin lì i peggiori, con tiro velenoso dell’esterno e bella risposta di Padelli in calcio d’angolo. È il preludio a 10’ di assedio, che passano attraverso una grande occasione per Kucka e un paio di tentativi di Bacca e Niang, e si concludono con il gol dell’1-0 firmato Antonelli: bravo, il terzino rossonero, ad anticipare tutti su una spizzicata dello slovacco su azione di corner e a infilare con il sinistro la porta granata, per il suo secondo centro in campionato (44’). Vantaggio meritato, quello rossonero, più per la grinta e la voglia che per la qualità del gioco, e ulteriore conferma dell’importanza dei calci piazzati nell’economia della stagione milanista.

Il trend non cambia nella prima parte della ripresa, coi ragazzi di Mihajlovic in costante pressione offensiva e il Torino costretto a difendersi a fatica. Nel giro di cinque minuti, tra il 10’ e il 15’, il Milan va per tre volte vicino al raddoppio, prima con una penetrazione imperiosa di Kucka conclusa con un destro sbilenco, poi è la volta di Bonaventura, che calcia a lato di poco dopo gran ripartenza rifinita da Bacca, e infine con lo stesso colombiano, che a dire il vero il gol lo segna anche, ma in posizione di leggero fuorigioco (colpo di testa sottomisura dopo sponda aerea del solito Antonelli). A metà tempo Sinisa decide di richiamare un Niang più confusionario del solito e di rilanciare Boateng dopo qualche panchina: mossa non felice, perché il ghanese entra con piglio balotelliano e tutta la squadra, che già stava rifiatando dopo 70 minuti sull’acceleratore, ne risente. Ventura annusa la possibilità di arraffare un punto insperato e getta nella mischia prima Maxi Lopez e poi Martinez, schierando i suoi secondo il più audace dei 4-2-4. Tuttavia, il forcing finale dei granata non produce altro che un bel destro di Immobile respinta in tuffo plastico da Donnarumma (27’): poca roba anche solo per pensare di recriminare. Il Milan si prende una vittoria fondamentale, e lo fa soffrendo, lottando e sudando, in ossequio allo striscione della pace esposto dalla Curva a inizio gara (“con sangue e sudore state riconquistando il nostro amore”). Sono lontani i tempi dello showtime sacchiano e ancelottiano che Berlusconi parrebbe (assurdamente) pretendere, ma per fortuna anche le ultime due sciagurate stagioni sembrano sempre più piccole all’orizzonte.