Si racconta di una cena, svoltasi martedì sera in quel di Arcore, tra Silvio Berlusconi, Adriano Galliani e Arrigo Sacchi – sì, lo stesso terzetto del 1987 – in cui non si sarebbe parlato soltanto dei vecchi tempi, come ha ammesso la gialla cravatta, o di quale grand’uomo sia stato Cesare Maldini, salutato il giorno stesso con una toccante cerimonia. No, durante quella cena i tre padri della patria, o nonni della patria, avrebbero anche dibattuto sulla direzione verso la quale sarebbe opportuno spingere l’amato e derelitto Milan al termine della stagione. Ovvero, a quale tecnico affidare la panca. Il vate di Fusignano spinge per Eusebio Di Francesco, probabilmente perché gli ricorda se stesso nei bei tempi andati (giovane, offensivista e impegnato in Emilia); Adriano Galliani vorrebbe affidarsi a una figura forte, tipo quella di Marcello Lippi; mentre il presidente, beato lui, non vede l’ora di provare l’ennesimo azzardo, investendo il povero Christian Brocchi di questo immeritato fardello.

Ma non solo gli unici nomi ad aleggiare attorno al corpo agonizzante di Sinisa Mihajlovic, peraltro il meno colpevole di tutti. Come riporta questa mattina il Messaggero, anche Rudi Garcia è entrato a far parte della rosa dei papabili. Il tecnico francese, che non ha ancora preso la decisione di tornare in Ligue 1, dov’è molto richiesto, piace al Milan per il gioco che ha saputo dare alla Roma soprattutto nel primo anno e mezzo, e anche per lo stile, che ad Arcore è sempre molto apprezzato. Il suo passaggio in rossonero, peraltro, potrebbe essere facilitato dall’eventuale arrivo in via Aldo Rossi di Walter Sabatini, suo grande sponsor, come braccio destro di Adriano Galliani. Oltre a Garcia, i rossoneri hanno messo gli occhi addosso anche a Paulo Sousa. Il portoghese piace più o meno per gli stessi motivi di Garcia: fa giocare alle sue squadre un calcio propositivo e ha le physique du role adatto per occupare la panchina del Milan. Certo, in questo caso il problema si chiama Della Valle: convincere i due rigidi fratelli a scendere a patti è impresa titanica, come dimostrano (tra le altre cose) le recenti vicende che hanno coinvolto Montella e Salah, e i rapporti col Milan non sono esattamente idilliaci.