Si conclude senza scossoni la stagione del Milan, che all’ultima giornata di campionato supera il Sassuolo per 2-1 – in gol Muntari e De Jong (che dopo il gol abbraccia Seedorf) per i rossoneri, Zaza su rigore per gli emiliani – ma non riesce nell’impresa di acciuffare in extremis il sesto posto. Oltre al successo contro la squadra di Di Francesco, infatti, sarebbe servito il contemporaneo passo falso del Torino a Firenze e del Parma contro il Livorno: e se nel primo caso è andata effettivamente così, grazie all’harakiri firmato Cerci (rigore sbagliato nel recupero sul 2-2), nel secondo ci ha pensato Amauri a scacciare la paura e a regalare l’Europa alla squadra che più se l’è meritata.

Del match di San Siro non c’è molto da raccontare. Seedorf, forse come ultimo sberleffo prima dell’addio – pare che prima dell’incontro abbia già annunciato alla squadra che non sarà più l’allenatore l’anno prossimo – schiera il suo ultimo Milan con l’albero di Natale che tanto piaceva ad Ancelotti e poco a Berlusconi, con Pazzini centravanti e la coppia Taarabt-Kakà alle sue spalle. La gara è in naftalina in meno di mezz’ora grazie alla specialità della casa, la conclusione da fuori: una fucilata mancina di Muntari al 2’ e una punizione deviata di De Jong al 26’. L’attenzione si sposta sugli altri campi, dove tuttavia non accade nulla fino a secondo tempo inoltrato. Addirittura, il rigore di Pepito Rossi a Firenze regala ai rossoneri una manciata di minuti in Europa League. Ma, com’è giusto che sia, la speranziella dura poco: al Tardini Amauri inzucca l’1-0 e la lotta per il sesto posto si trasferisce altrove. A tenere sveglio il pubblico di San Siro ci pensa prima l’arbitro Valeri, che riesce a estrarre 3 cartellini rossi nei 25’ finali di una partita balneare, e Seedorf, che dopo la prima espulsione, quella di Mexes, decide di buttare in campo Balotelli per schierare il Milan secondo uno sballato 4-2-3, con Montolivo e Taarabt in mediana. Occasioni a pioggia su entrambi i versanti (da segnalare la buona vena di El Shaarawy: peccato che siamo a metà maggio) ma l’unica rete la segnerà Zaza allo scadere grazie a una marchiana svista dell’arbitro, che regala penalty al Sassuolo e rosso all’incolpevole De Sciglio. Finisce 2-1, finisce con il Milan fuori dall’Europa, finisce con la curva che, bontà sua, inneggia a Clarence Seedorf. Ma, soprattutto, finisce e basta: era l’unica cosa che contava davvero.

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