Voleva una vittoria, il Milan, per ripartire dopo un doppio passaggio a vuoto contro Atalanta e Juventus, e vittoria è stata, anzi molto di più, perché il 4-1 rifilato alla Sampdoria ha un valore che trascende i semplici tre punti. Per la prima volta in questa stagione, infatti, la squadra di Mihajlovic ha offerto al proprio pubblico una prestazione convincente sotto ogni punto di vista, a tratti perfino spettacolare, dimostrando che la strada del 4-4-2 è quella giusta. Grande protagonista del match Mbaye Niang, autore di un assist e due reti, e autorevole candidato a una maglia da titolare anche per il prossimo futuro. Disastrosa, invece, la prova della Sampdoria, mai in grado di impensierire il Milan se non in occasione del rigore finale di Eder.

Rispetto alla gara con la Juve, Mihajlovic presenta un Milan identico negli uomini ma differente nello schieramento, passando dal 4-3-3 al 4-4-2, e anche nella mentalità, decisamente più aggressiva. Cerci crea superiorità largo a destra e Bonaventura, partendo da sinistra, si accentra e attacca l’area con puntualità, ma il lavoro più prezioso arriva da Niang, bravo a muoversi tra le linee e ad aprire spazi per Carlos Bacca. Naturalmente, è difficile stabilire i confini tra i meriti del Milan e i demeriti della Samp, parsa ancora molto lontana da quella immaginata da Montella, e a dire il vero peggiorata rispetto alla versione di Zenga: fatto salvo un mezzo pasticcio di Donnarumma dopo una manciata di secondi, per tutto il primo tempo i blucerchiati non riescono mai ad avvicinarsi all’area milanista, né su azione manovrata né in ripartenza; e, di contro, in fase difensiva concedono troppo a un avversario che fino a questo punto del campionato era stato tra le squadre meno produttive.

Già dopo 8’ il Milan va vicino al vantaggio, con Bacca che si libera di Silvestre con una bella finta di corpo e calcia rasoterra, Viviano respinge a fatica e Cerci ribatte in rete, ma partendo da posizione di offside. L’appuntamento è rimandato di altri 8’: perentorio spunto di Niang sulla destra e rasoiata rasoterra che taglia tutta l’area fino a incocciare il piede sinistro di Bonaventura, bravo a bruciare De Silvestri e a insaccare a porta sguarnita. Un minuto più tardi ancora protagonista il francese, che mette i brividi a Viviano con una fucilata da 20 metri, finita a lato di un baffo. La Samp oppone poca resistenza e i rossoneri imperversano, sfiorando ancora il raddoppio con una bella combinazione in velocità Bacca-Niang-Bacca, ma il colombiano sbaglia l’ultimo controllo. Al 36’ De Silvestri abbatte Bonaventura in area: rigore solare e terzino doriano graziato di un possibile rosso. Sul dischetto si presenta non Bacca ma Niang, che trasforma con una conclusione sotto l’incrocio dei pali: è il suo primo gol in campionato, nonché il primo in Serie A con la maglia del Milan.

Anche nella ripresa è un monologo rossonero. Niang sfiora il tris in due occasioni nel giro di un paio di minuti, prima con uno spettacolare colpo di tacco deviato in corner da Viviano, e poi con un colpo di testa a lato di poco. E allora ci pensa lo stesso Viviano a regalare la seconda gioia personale al 19, passandogli maldestramente un pallone che il francese non può esimersi dallo scaricare in porta con un destro potente. Giusto premio per un giocatore ancora grezzo, ma che in qualche movenza inizia a ricordare Faustino Asprilla. Il match di fatto finisce qui, ma per una volta il Milan non smette di giocare e anzi colleziona occasioni su occasioni, complice un atteggiamento francamente inaccettabile da parte della Samp, parsa quasi disinteressata al decorso degli eventi. Il poker porta la firma di Luiz Adriano al 34’: bravo Cerci nella pennellata da destra, ancora più bravo il brasiliano ad agganciare col petto e a girare in porta al volo, ridicolo il posizionamento difensivo dei centrali di Montella, distanti quattro metri da un centravanti fermo al centro dell’area. Nel finale c’è spazio per un incredibile errore sottoporta di Carlos Bacca, e per il rigore (più che generoso) accordato dall’arbitro a Eder, e trasformato dallo stesso capocannoniere del campionato. Finisce 4-1, Sinisa si mangia il suo passato e il Milan torna a mettere il naso in zona Europa: ora, il filotto Carpi-Verona-Frosinone sembra più invitante che mai.