Nonostante una prova ampiamente catalogabile tra le migliori di questa stagione, il Milan non riesce ad andare oltre l’1-1 contro la Sampdoria in quella che si presentava come l’ultima chiamata possibile per un posto in Europa League. I rossoneri, accolti dalla contestazione del pubblico contro Silvio Berlusconi, confermano i progressi messi in mostra nelle ultime settimane, corrono e creano, ma soccombono alla rete di Soriano su assist fantascientifico di Samuel Eto’o. Inutile l’autorete di Duncan propiziata da una rovesciata di De Jong: il pareggio fa sorridere i blucerchiati, che mantengono sette lunghezze di vantaggio sul Milan e possono iniziare ad assaporare il ritorno in Europa dopo cinque stagioni.

Forse stimolato dalla presenza di Sinisa Mihajlovic, dato come suo possibile sostituto sulla panchina rossonera per la prossima stagione, Filippo Inzaghi presenta un Milan curiosamente simile alla Samp del serbo, se non nel modulo, almeno nella filosofia. I rossoneri giocano probabilmente il miglior primo tempo della stagione, almeno considerando le sfide contro squadre di alta classifica: corti, compatti, aggressivi e sorprendentemente ben disposti in campo, sia in fase di pressing che di palleggio. La Samp, da parte sua, risponde con le stesse armi. Ne derivano 45’ di gioco di certo non tra i più memorabili della storia del gioco, ma comunque molto intensi e combattuti.

Meglio il Milan, dicevamo. I rossoneri imperversano soprattutto sulla fascia destra, dove il non irresistibile Mesbah è poco aiutato da Eto’o non troppo propenso al sacrificio (a differenza di Eder, sul lato opposto). Peccato che, nonostante gli ottimi tempi di gioco di Van Ginkel, bravo nel lavoro di cucitura su quel versante, non corrisponda altrettanta precisione da parte di Abate e Cerci, che trovano quasi sempre lo spunto vincente, riuscendo raramente a tramutarlo in un’occasione da rete. Comunque le chance ci sono: un paio di deviazioni di Destro su cross dei suddetti, un paio di staffilate dalla distanza di Van Ginkel e soprattutto due chance sperperate da Cerci. La prima, al 32’, dopo gran lavoro di Menez: l’ex granata, liberato in area dal francese, invece di calciare col destro prova a rientrare sul sinistro prediletto, facendosi rimontare dall’ottimo Romagnoli. La seconda proprio allo scadere: altra percussione di Menez, rimpallo favorevole all’ex granata che dalla linea dell’area spara alto, nonostante tutto lo specchio della porta a disposizione. E la Samp? Costretta al 38% di possesso palla, si limita a qualche corner e a un destro velenoso di Eto’o a lato di poco (22’). Momento revival al 37’, quando l’arbitro Rocchi ferma il gioco per un improvviso blackout dei lampioni di San Siro, a 24 anni dalla notte di Marsiglia.

L’unico problema per il Diavolo, oltre al fatto di aver concretizzato nulla di quanto prodotto, è che il miglior giocatore tra i 22 in campo (al netto dell’età) veste blucerchiato. Samuel Eto’o sarà anche un 36enne incicciottito che non riesce più a farsi la fascia come ai tempi d’oro, ma la classe è sempre quella. E così, quando finalmente Mihajlovic lo mette dietro la prima punta, è lui a regalare a Soriano il pallone del vantaggio doriano: meraviglioso l’assist del camerunese, un filtrante mancino con tunnel incorporato a De Jong, come a dire “io ho giocato nell’Inter” (o meglio, “io ho giocato con Ronaldinho”). Comunque, Samp in vantaggio al 12’ della ripresa al primo vero tiro in porta, e Milan che si sfalda psicologicamente come una rosa marcia. Inzaghi inizia ad agitarsi e butta dentro forze fresche: prima il giovine Suso al posto dell’irritante Cerci, poi il redivivo De Sciglio per lo sconclusionato Abate. Quando i blucerchiati sembrano in controllo totale, ecco il pareggio del Milan: corner di Bonaventura, girata innocua di De Jong e goffa zampata autolesionista di Duncan nella propria porta, una rete che ai milanisti più indefessi ricorderà quella realizzata da Ganz in un incredibile Milan-Samp del 1999 (29’). L’1-1 rianima improvvisamente il Diavolo, che trascorre gli ultimi 20’ di gioco in costante proiezione offensiva, sfiorando il gol di un vantaggio a quel punto meritato con Suso (magia di sinistro che sbatte sul palo lontano a Viviano battuto) e con qualche mischione furibondo in area. Nulla da fare, la Samp ottiene il pareggio che voleva col minimo sforzo. Il Milan resta a -7 dall’Europa League e dà l’impressione di essersi ritrovato troppo tardi per poter dare un senso a questa stagione.