Domina e vince a San Siro, la Roma di Spalletti, contro un Milan mentalmente già alla Coppa Italia (o più probabilmente già in vacanza), ma non riesce a sorpassare il Napoli in extremis ed è costretta ad accontentarsi del terzo posto. Il 3-1 finale per i giallorossi, in gol con Salah, El Shaarawy ed Emerson, con sigillo finale del solito Carlos Bacca, manda dunque la squadra di Spalletti ai preliminari di Champions League, mentre per il Milan l’ennesima, orribile stagione si chiude con il settimo posto e le speranze di qualificazione alle coppe affidate a un miracolo nella finale contro la Juventus.

La gara, come prevedibile, non ha avuto storia: troppa differenza tecnica tra le due squadre, ma anche troppa differenza dal punto di vista psicologico, al tal punto che la Roma ha fatto il bello e il cattivo tempo senza mai dar l’impressione di spingere sull’acceleratore. Dopo 17’ di nulla assoluto, Alex decide di animare la contesa lanciando Salah in velocità, ma per sua fortuna l’egiziano angola troppo il tiro e Donnarumma si salva. Un minuto più tardi è Honda a far vedere tutte le sue abilità di trequartista, liberando al tiro Nainngolan con un improvvido retropassaggio di testa, ma ancora una volta la mira del romanista non è precisa. Ma il gol è nell’aria e arriva dopo un altro giro di lancette: il baby Locatelli perde palla a metà campo, Strootman lancia in profondità Salah, tenuto in gioco da Alex, e per l’ex Chelsea è facile battere l’incolpevole Donnarumma in uscita disperata. La reazione del Milan è in linea con quanto visto nelle ultime settimane: inesistente, e non si salvano neanche le apparenze. In tutto il primo tempo i rossoneri calceranno in porta una sola volta (sinistro centrale di Honda al 38’), e se il punteggio non cambierà più è unicamente da attribuire allo scarso cinismo dei giallorossi, che costruiscono diverse palle gol (clamorosa quella sciupata da El Shaarawy su cross di Digne), senza tuttavia riuscire a raddoppiare.

I risultati di Reggio Emilia e Napoli trasformano di fatto il secondo tempo di San Siro in un poco più di un’amichevole di lusso. Il Milan potrebbe mettere un po’ di pepe alla contesa dopo una manciata di minuti, quando Honda, servito da Luiz Adriano (entrato al posto di un inguardabile Balotelli), sparacchia altissimo da ottima posizione, ma evidentemente i suoi tifosi non meritano nemmeno questo. E allora largo alla Roma, che pur giocando sottoritmo e senza particolare rabbia, si diverte a scherzare una squadra in confusione totale, senza giuoco, senza organizzazione e senza orgoglio. Paradossalmente, gli unici applausi scrosciano dalle tribune al momento del raddoppio di El Shaarawy, splendidamente servito da Pjanic: il Faraone non esulta e si becca l’ovazione di un pubblico più che ben disposto alla nostalgia. E, ancora, al momento dell’ingresso in campo di Francesco Totti, sempre molto amato da queste parti, che non appena messo piede in campo costringe Donnarumma a un intervento miracoloso. Nel finale arriva la terza rete giallorossa con il neo entrato Emerson, un facile tap-in dopo l’ennesima respinta da campione del portiere rossonero, prima della zampata di Carlos Bacca, che col suo 18esimo gol stagionale rende leggermente meno amara la serata dei tifosi, ma non meno amaro l’addio di Christian Abbiati, che dopo 15 anni di Milan meritava di ricevere un commiato differente.